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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 22 GENNAIO 2005
Berlusconi in ginocchio dai socialisti: "Non lasciatemi, sono di sinistra"
REDAZIONE

"Il Nuovo Psi resti dentro la coalizione". Al grido di "Craxi fu un campione di socialismo" il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ospite del Congresso del Nuovo Psi, chiede al partito del Garofano di restare nella Casa delle Libertà. Il Cavaliere teme infatti che i suoi ormai ex alleati possano facilmente cedere alla tentazione di creare una "lista socialista" estranea ai due principali poli con lo Sdi di Enrico Boselli. Per convincere i "compagni" il premier punta tutto sul sentimentalismo. Mette sul tavolo la sua amicizia con Bettino, facendo notare che lui, in ogni occasione, "ha sempre ricordato con affetto" quel legame. E, quando si accorge di non aver convinto proprio nessuno, pur di raggiungere il suo obiettivo sposta la coalizione a sinistra. Afferma infatti che la Casa delle Libertà "non può essere più chiamata di centrodestra".
"Mio padre mi diceva sempre che essere di sinistra vuol dire combattere per la libertà di tutti - aggiunge - dobbiamo stare insieme e fare squadra. Ripeto: dobbiamo stare insieme. Serve una coalizione compatta".

Ma, nonostante gli sforzi, molti "compagni" presenti sentono puzza di bruciato. Forse qualcuno si chiede se ripeterà le stesse cose al Congresso di Alleanza Nazionale.
"Berlusconi fa il suo mestiere e tenta di convincerci di non fare una lista fuori dai poli - afferma il parlamentare Vincenzo Milioto - ma noi valutiamo in modo autonomo. Se Boselli accettasse, consegneremmo all'Italia una lista socialista unita. Una forza di cui l'Italia ha bisogno".
Ancora più diretto il commento del vicesegretario del Nuovo Psi Mauro Del Bue, che mette subito in chiaro una cosa: "Non prendiamo ordini da Berlusconi".
"Comunque la lista socialista fuori dai poli è una possibilità - aggiunge - ma implica un'analoga scelta da parte dello Sdi, che mi sembra ancorato all'Ulivo".
Da parte loro gli esponenti dello Sdi non sembrano, almeno per il momento, avere troppa voglia di lasciare una coalizione che, sondaggi alla mano, dovrebbe portarli al Governo nel 2006.
"Teniamo sempre aperta la porta al dialogo - spiega Roberto Villetti - l'unità dei socialisti sarebbe già fatta, se il Nuovo Psi avesse già fatto una scelta contro la destra".

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