
"Attaccarci sarebbe un errore strategico monumentale".
Con queste parole il portavoce del ministero degli Esteri iraniano,
Hamid Reza Asefi, ha oggi replicato alle recenti dichiarazioni del
presidente americano George W. Bush e del suo numero due Dick Cheney,
che avevano parlato apertamente della possibilità di un
conflitto militare contro il regime di Teheran.
Secondo Asefi "l'America lancia periodicamente un'offensiva psicologica"
contro il suo Paese, "ma la Repubblica Islamica è assai forte ed in
grado di difendersi".
L'esponente governativo ha poi però aggiunto che l'Iran "non ci sente né
minacciato né in pericolo".
"Il mondo oggi è meno sicuro a causa della politica egemonica degli
Stati Uniti - ha chiarito - ma anche tra i dirigenti americani c'è chi
non ritiene realistica la possibilità di una guerra".
Qualche giorno fa aveva replicato alla Casa Bianca anche il presidente
Mohammad Khatami.
"Non credo che gli americani sarebbero così folli da attaccare
militarmente l'Iran - aveva affermato - riteniamo che le possibilità di
un attacco dell'America contro l'Iran siano molto scarse, in quanto è
impegnata altrove".
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