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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 23 GENNAIO 2005
Dario Fo e Michele Santoro: "Il monopolio è regime"
REDAZIONE

Michele Santoro e Dario Fo attaccano a testa bassa il sistema televisivo italiano, caratterizzato dal predominio assoluto del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. L'eurodeputato ha parlato nel corso di un convegno a Triste, il premio nobel in un colloquio con il sito dell'associazione Articolo 21.
"Ci troviamo di fronte a un vero e proprio monopolio dal punto di vista della televisione - ha spiegato il giornalista - noi sappiamo benissimo che la televisione è il punto di equilibrio dell'intero sistema dell'informazione, un monopolio finisce per condizionare l'insieme del sistema culturale/informativo del Paese e per rendere il Paese più povero".

Per l'ex conduttore di Sciuscià uno degli effetti più catastrofici di questa situazione è la continua censura alla quale sono stati sottoposti negli ultimi anni tutti coloro che non si sono piegati al pensiero unico imposto dalla maggioranza.
"La censura alla Rai ha prodotto un vero e proprio effetto-slavina, con cui sono stati espulsi dalla tv di Stato alcuni degli elementi che caratterizzavano la diversità della produzione televisiva in Italia - ha ricordato - un monopolio è come una diga che non può sopportare nemmeno un piccolo forellino nella sua struttura. Siamo quindi arrivati a situazioni allucinanti, come quella di Paolo Rossi, di cui si mette in programma solo il primo tempo di uno spettacolo mentre il secondo non va in onda".

Dello stesso parere anche Dario Fo, per il quale il nostro Paese è "al livello più basso europeo di libertà".
"Sulla carta in Italia il regime non c'è ma nei comportamenti c'è uno Stato di censura - ha osservato - è ormai enorme il numero di attori e autori che non hanno spazio in tv, o che si devono ridurre, o che non hanno possibilità di esprimersi, o che lavorano controllati da sé stessi, con la forma più ignobile che è l'autocensura. Tutto questo ti mette in una grossa angoscia, quando vedi che tutto intorno le tue opere non possono passare in tv, mentre nel resto dell'Europa passano senza nessun controllo od opposizione di regime".

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