
Il Giudice per l'Udienza Preliminare Clementina Forleo ha ieri assolto
tre cittadini islamici che erano alla sbarra perchè accusati di aver
ingaggiato dei kamikaze da mandare in Iraq.
Il Magistrato, che ha inviato al Tribunale di Brescia le pratiche di
altri due imputati, ha certificato che i tre uomini accusati avevano
effettivamente finanziato e sostenuto "strutture di addestramento
paramilitare site in zone mediorientali", ma ha anche fatto notare che,
secondo le leggi vigenti ed alcuni trattati internazionali, tali
attività non possono essere inquadrate come azioni di terrorismo. In
sostanza, le azioni di guerriglia "sono lecite purché non siano dirette
a seminare terrore indiscriminato verso i civili". Una sentenza
inevitabilmente destinata a far discutere e sulla quale molti non si
sono trovati in sintonia. Tra di loro, ovviamente, i rappresentati della
Pubblica Accusa, il Procuratore Aggiunto Armando Spataro ed il Pubblico
Ministero Elio Ramondini, che hanno detto di rispettare "la sentenza del
Giudice, ma di non condividerla". I due Magistrati hanno inoltre
annunciato che impugneranno il verdetto.
Di tutt'altro tenore la reazione di alcuni esponenti della Casa delle
Libertà, che con il consueto stile si sono scagliati contro la toga
milanese.
"Mi si rivolta lo stomaco ora davanti ad una sentenza del genere - ha
affermato il ministro per le Riforme Roberto Calderoli - ancora non è
stato seppellito il povero Simone Cola e già si calpesta la sua memoria.
I nostri poveri diciannove connazionali dilaniati dall'autobomba a
Nassiriya e le altre migliaia di persone uccise barbaramente dai
kamikaze in nome di un dio crudele ed assassino, sarebbero forse morti
per azioni di guerriglia? Consiglio al Giudice di guardarsi sui siti
internet tutte le decapitazioni e gli sgozzamenti".
Sul piede di guerra anche il ministro degli Esteri Gianfranco Fini, per
il quale il Magistrato ha messo sullo stesso piano "vittime e
carnefici".
"Adesso saranno molti e rumorosi coloro che grideranno allo scandalo
perché gli esponenti politici non devono commentare le sentenze - ha
aggiunto - ma sono convinto che almeno in questo caso esprimere dolore e
indignazione per simile disinvolto stravolgimento di una realtà che è
sotto gli occhi del mondo intero sia semplicemente doveroso".
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