
Unitamente al collega Elio Ramondini sono il P.M. che ha seguito nella
fase di discussione finale, formulando la requisitoria, il processo con
rito abbreviato a carico di alcuni imputati di associazione con finalità
di terrorismo nell'ambito del quale è intervenuta la sentenza del GUP di
Milano oggetto, da ieri sera, di numerosi commenti.
Pur non condividendo la sentenza nella parte in cui è stata esclusa la
sussistenza del reato previsto dall'art. 270 bis cp (tanto che il mio
Ufficio proporrà la relativa impugnazione), intendo qui manifestare
tutta la mia solidarietà al GUP Clementina Forleo per i rozzi attacchi
di cui è stata oggetto.
Il contrasto del terrorismo di qualsiasi matrice non è possibile, in
democrazia, al di fuori delle regole e delle garanzie riconosciute agli
imputati. Tra le regole c'è quella del controllo giurisdizionale sulle
attività investigative e dell'esperibilità di più gradi di giudizio.
La sentenza del GUP merita rispetto, interviene in una materia
estremamente difficile da indagare ed in cui la giurisprudenza non è
certo consolidata. Persino a livello internazionale, come è noto, le
difficoltà definitorie della nozione di terrorismo sono prevalentemente
collegate alla tematica delle cd. "guerre di liberazione".
Ogni sentenza, come il CSM e l'ANM hanno più volte ribadito, può essere
criticata (così come ogni iniziativa anche degli organi requirenti), ma
non sono accettabili offese ai giudici che si traducono in mancanza di
rispetto verso la giurisdizione, specie se provenienti da chi ricopre
cariche istituzionali.
Per comprensibili ragioni, sono costretto a non aggiungere altro.
Armando SPATARO
Procuratore Aggiunto della Repubblica di Milano
Coordinatore Dipartimento Terrorismo ed Eversione
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