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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 26 GENNAIO 2005
L'Iran: "Gli Usa minacciano la pace". Blair: "L'attacco è una possibilità"

REDAZIONE

Replicando alle dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana dal numero due della Casa Bianca Dick Cheney, secondo il quale il regime di Teheran è in cima alla lista dei problemi del mondo, il presidente iraniano Mohammad Khatami ha oggi affermato che, in realtà, sono gli Stati Uniti il massimo pericolo per la pace globale.
"Noi diciamo che è l'America in cima alla lista dei paesi che minacciano la pace e la sicurezza - ha spiegato - speriamo che rinsaviscano".
L'Iran, che negli scorsi giorni ha reso noto di ritenere improbabile un attacco statunitense o israeliano nel proprio territorio, ha annunciato che comunque non abbasserà la guardia.
Il comandante delle forze di terra delle Guardie rivoluzionarie, Mohammad Ali Jafari, ha oggi ribadito che la reazione iraniana in caso di invasione "sorprenderà il mondo".

Nel frattempo il ministero degli esteri iraniano ha sottolineato che le accuse relative al pericolo di acquisizione di armi atomiche da parte di Teheran sono solo un espediente volto "a deviare l'attenzione del mondo dalle attività terroristiche organizzate da Israele e dagli sforzi di Israele per potenziare ulteriormente la propria capacità nucleare".
E, sempre a proposito dello stato ebraico, la propaganda del regime non si ferma neanche di fronte al ricordo delle vittime dell'olocausto.
Per il quotidiano Teheran Times le cifre relative allo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti sono semplicemente "un'esagerazione".
"I campi di concentramento erano come ogni altro campo di detenzione in altre guerre - si legge in un articolo - gli ebrei erano uno dei tanti popoli e gruppi etnici reclusi. Gli anniversari servono solo a promuovere la politica repressiva dei sionisti".

Il primo ministro britannico Tony Blair, intanto, con un'intervista al Financial Times ha oggi ribadito che l'attacco all'Iran resta una opzione possibile. Per il leader laburista la Repubblica islamica è comunque ancora in tempo per rispettare gli impegni assunti con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica e disinnescare così la crisi.

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