
Replicando alle dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana dal numero
due della Casa Bianca Dick Cheney, secondo il quale il regime di Teheran
è in cima alla lista dei problemi del mondo, il presidente iraniano
Mohammad Khatami ha oggi affermato che, in realtà, sono gli Stati Uniti
il massimo pericolo per la pace globale.
"Noi diciamo che è l'America in cima alla lista dei paesi che minacciano
la pace e la sicurezza - ha spiegato - speriamo che rinsaviscano".
L'Iran, che negli scorsi giorni ha reso noto di ritenere improbabile un
attacco statunitense o israeliano nel proprio territorio, ha annunciato
che comunque non abbasserà la guardia.
Il comandante delle forze di terra delle Guardie rivoluzionarie,
Mohammad Ali Jafari, ha oggi ribadito che la reazione iraniana in caso
di invasione "sorprenderà il mondo".
Nel frattempo il ministero degli esteri iraniano ha sottolineato che le
accuse relative al pericolo di acquisizione di armi atomiche da parte di
Teheran sono solo un espediente volto "a deviare l'attenzione del mondo
dalle attività terroristiche organizzate da Israele e dagli sforzi di
Israele per potenziare ulteriormente la propria capacità nucleare".
E, sempre a proposito dello stato ebraico, la propaganda del regime non
si ferma neanche di fronte al ricordo delle vittime dell'olocausto.
Per il quotidiano Teheran Times le cifre relative allo sterminio degli
ebrei da parte dei nazisti sono semplicemente "un'esagerazione".
"I campi di concentramento erano come ogni altro campo di detenzione in
altre guerre - si legge in un articolo - gli ebrei erano uno dei
tanti popoli e gruppi etnici reclusi. Gli anniversari servono solo a
promuovere la politica repressiva dei sionisti".
Il primo ministro britannico Tony Blair, intanto, con un'intervista al
Financial Times ha oggi ribadito che l'attacco all'Iran resta una
opzione possibile.
Per il leader laburista la Repubblica islamica è comunque ancora in
tempo per rispettare gli impegni assunti con l'Agenzia internazionale per
l'energia atomica e disinnescare così la crisi.
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