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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 26 GENNAIO 2005
Caso Santoro: il Giudice del Lavoro condanna la Rai

REDAZIONE

Il giornalista Michele Santoro, cacciato dalla Rai pochi mesi dopo le affermazioni di Silvio Berlusconi, che lo aveva accusato di aver lavorato in modo "criminoso", dovrà essere reintegrato dalla tv pubblica. Lo ha deciso il Giudice della sezione lavoro del Tribunale civile di Roma, Stefania Billi, che ha peraltro condannato viale Mazzini al pagamento di circa un milione e mezzo di euro.
La tv di Stato dovrà affidare al conduttore programmi di attualità e di approfondimento, di prima e seconda serata. Il Magistrato ha inoltre cancellato i quattro giorni di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione che la Rai aveva inflitto a Santoro come punizione per la sua condotta lavorativa. La televisione pubblica dovrà anche provvedere alle spese legali e alla pubblicazione del testo della sentenza sui quotidiani "La Repubblica", "Il Corriere della Sera" e "La Stampa".

"L'ordine di riassumere Santoro, imposto dal giudice alla Rai berlusconizzata, è un'altra lezione di democrazia al centrodestra arrogante e al direttore generale che a suo tempo licenziò il giornalista - ha dichiarato il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro - ormai queste lezioni sono quotidiane e si presentano con gli interventi del Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale e dei Giudici".
Soddisfazione per il pronunciamento della Magistratura romana anche da parte dell'eurodeputato Nicola Zingaretti, secondo il quale questa bella notizia "stride con le giornate buie per la libertà d'opinione e di espressione che vedono il servizio pubblico italiano distinguersi spesso per servilismo nei confronti del Governo e aduso alla censura".
"C'è pur sempre un giudice a Berlino - ha infine commentato il segretario dei Ds Piero Fassino - adesso il vertice Rai faccia finalmente prevalere il buon senso: applichi la sentenza, reintegri Santoro e metta fine ad un atteggiamento discriminatorio intollerabile per gli ascoltatori e dannoso per l'azienda".

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