
Il giornalista Michele Santoro, cacciato dalla Rai pochi mesi dopo le
affermazioni di Silvio Berlusconi, che lo aveva accusato di aver
lavorato in modo "criminoso", dovrà essere reintegrato dalla tv
pubblica. Lo ha deciso il Giudice della sezione lavoro del Tribunale
civile di Roma, Stefania Billi, che ha peraltro condannato viale Mazzini
al pagamento di circa un milione e mezzo di euro.
La tv di Stato dovrà affidare al conduttore programmi di attualità e di
approfondimento, di prima e seconda serata. Il Magistrato ha inoltre
cancellato i quattro giorni di sospensione dal lavoro e dalla
retribuzione che la Rai aveva inflitto a Santoro come punizione per la
sua condotta lavorativa. La televisione pubblica dovrà anche provvedere alle
spese legali e alla pubblicazione del testo della sentenza sui
quotidiani "La Repubblica", "Il Corriere della Sera" e "La Stampa".
"L'ordine di riassumere Santoro, imposto dal giudice alla Rai
berlusconizzata, è un'altra lezione di democrazia al centrodestra
arrogante e al direttore generale che a suo tempo licenziò il
giornalista - ha dichiarato il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di
Pietro - ormai queste lezioni sono quotidiane e si presentano con gli
interventi del Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale e dei
Giudici".
Soddisfazione per il pronunciamento della Magistratura romana anche da
parte dell'eurodeputato Nicola Zingaretti, secondo il quale questa bella
notizia "stride con le giornate buie per la libertà d'opinione e di
espressione che vedono il servizio pubblico italiano distinguersi spesso
per servilismo nei confronti del Governo e aduso alla censura".
"C'è pur sempre un giudice a Berlino - ha infine commentato il
segretario dei Ds Piero Fassino - adesso il vertice Rai faccia
finalmente prevalere il buon senso: applichi la sentenza, reintegri
Santoro e metta fine ad un atteggiamento discriminatorio intollerabile
per gli ascoltatori e dannoso per l'azienda".
|