"Non
sono comunista, se si intende la parola nel suo aspetto peggiore,
se per comunismo si intendono l'Urss, l'aggressione alla
Cecoslovacchia, la morte di Palach e la repressione del dissenso.
Se penso invece che il comunismo ha incarnato la speranza degli
oppressi, allora sono comunista. Ma se me lo chiede Berlusconi,
sono tre volte comunista".
In occasione di un convegno svoltosi a Napoli, il parlamentare
europeo Michele Santoro ha duramente attaccato il capo del
Governo, "mandante" della sua epurazione dalla tv pubblica.
Interpellato dai giornalisti a proposito della sua "fede"
politica, il giornalista ha subito affermato che il comunista per
eccellenza, nel senso peggiore del termine, è proprio il
presidente del Consiglio.
"Nella mia professione io ho sempre agito con profonda onestà e
nel rispetto della deontologia professionale - ha chiarito -
Berlusconi ha agito da comunista, con un diktat bulgaro puntando
il dito contro Biagi, Santoro e Luttazzi. Io mi sono sempre
sentito un combattente della libertà d'espressione".
L'ex presentatore di "Sciuscià" ha poi concentrato la sua
attenzione sull'attuale situazione della tv italiana, diventata
negli ultimi tempi "un unico grande reality".
"All'inizio il reality show era un'alternativa culturale - ha
ribadito - ma prima c'erano Biagi e Santoro a bilanciare l'offerta
culturale. Adesso passa solo il messaggio che la vita non si
cambia né con l'impegno politico né con quello personale, ma
aprendo pacchi". |