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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 30 GENNAIO 2005
Il Cavaliere ricorda l'amico Bettino: "Fu abbattuto dai comunisti"
REDAZIONE

L'ex primo ministro Bettino Craxi, morto in latitanza nel gennaio del 2000 per sfuggire alla Giustizia, è stato ieri ricordato a Milano dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che è intervenuto ad un convegno di commemorazione del leader socialista. Il Cavaliere, che si è detto "fiero" dell'amicizia che lo ha legato all'ex premier, ha affermato che "l'unico torto di Craxi fu quello di opporsi "alle tesi illiberali dei comunisti".
"Fu proprio la sua profonda avversione nei confronti dei comunisti a determinarne la caduta politica - ha aggiunto - Craxi fu ricambiato dai comunisti con una profonda avversione, che ben presto si trasformò in odio personale. Quando, dopo la caduta del muro di Berlino, Bettino si spese per fare entrare il Pci/Pds nell'Internazionale socialista, ebbe come ringraziamento l'ignobile lancio delle monetine".

Insomma, per il massimo esponente della Casa delle Libertà "Craxi venne abbattuto politicamente sull'onda di un'ubriacatura giustizialista, di cui subiamo ancora oggi le conseguenze, grazie ad un asse perverso tra magistratura politicizzata, Pci/Pds e un noto gruppo editoriale/finanziario".
Berlusconi ha puntato quindi il dito contro "l'abuso politico della Giustizia che ha costretto Craxi all'esilio".
Una ignobile rivisitazione della storia? Neanche per sogno. Per il capo del Governo sono invece gli ex comunisti che, considerandolo un latitante, stanno ribaltando la verità dei fatti.
"Gli stessi ex comunisti - ha concluso - che hanno vissuto per anni con il sostegno finanziario di una potenza straniera che aveva dei missili puntati contro l'Italia".

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