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"E' una legge non perfetta, ma io mi
asterrò". Il leader della Margherita
Francesco Rutelli ha oggi annunciato la sua
decisione di non recarsi alle urne in
occasione del referendum sulla Legge 40
sulla fecondazione assistita.
"Non è un rifiuto astratto, ma politico - ha
aggiunto l'ex sindaco di Roma - questo è il
modo politico più efficace per rigettare
questa contesa perché chi vota no finisce
per aiutare la battaglia del sì".
Il numero uno dei dielle non ha poi
risparmiato attacchi e contestazioni agli
altri partiti del centrosinistra, colpevoli
prima di tutto di non aver "informato gli
alleati delle loro iniziative promotrici".
"Vi sono state forzature ed errori - ha
aggiunto - che gli alleati della Fed hanno
compiuto nel promuovere, in quanto partiti,
questo referendum".
La decisione di Rutelli di disertare le urne
è stata criticata innanzitutto dai Radicali,
secondo i quali "ancora una volta, secondo
un copione triste e scontato, nella politica
italiana le convenienze e le furbate
prevalgono sulle convinzioni".
"Rutelli, che è stato tra i primissimi
parlamentari a presentare nell'88 una
proposta di legge ben più impegnativa di
questi referendum sull'argomento della
fecondazione, ripiega ora sulle comode
sponde dell'astensione, capovolgendo la sua
posizione - ha affermato Daniele Capezzone -
sono comunque certo che quest'altra furbata
non sia in sintonia con i sentimenti e le
speranze degli elettori della Margherita".
Il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di
Pietro ha invece invitato Rutelli a
rispettare di più gli altri partiti del
centrosinistra.
"Fa male a dire che i partner della Fed
stanno sbagliando - ha chiarito - così come
lui non vuole si dica che la sua scelta sia
sbagliata, ma semplicemente diversa da
quella degli altri, allo stesso modo deve
prendere atto e rispettare le diverse scelte
degli altri".
E contro l'ex primo cittadino di Roma si
schierano anche Piero Gentiloni ed Ermete
Realacci, entrambi della Margherita.
"Non condividiamo la scelta di Francesco
Rutelli - hanno spiegato - sappiamo che si
tratta di una scelta laicamente e
convintamente motivata e che ha pieno
diritto di cittadinanza, e largo seguito,
nell'Ulivo e nell'Unione. Ma altrettanto
convinte e motivate sono nella Margherita le
opinioni di quanti, laici e cattolici,
ritengono che la Legge 40 debba essere
cambiata".
Soddisfatti, invece, gli esponenti della
Casa delle Libertà, a cominciare dal
forzista Sandro Bondi.
"Quella di Francesco Rutelli è una posizione
di grande importanza e di grande significato
- ha chiarito l'esponente azzurro - la
comune condivisione di valori essenziali per
il futuro dell'umanità apre obiettivamente
prospettive politiche nuove e inusitate".
Analoga dichiarazione è stata rilasciata dal
leghista Roberto Calderoli: "Mi fa piacere
che Rutelli intenda astenersi dal
partecipare al referendum sulla procreazione
assistita - ha spiegato - ma chi è veramente
interessato a non fare raggiungere il quorum
avrebbe dovuto dirlo prima, visto che nelle
ultime due settimane meno se ne parlerà e
meglio sarà". |