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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 8 GIUGNO 2005
Rognoni replica a Castelli: "Il ministro porti rispetto al Csm"

REDAZIONE

"Respingo nella maniera più netta l'affermazione del ministro circa l'inadeguatezza del Csm a gestire l'autogoverno dei Magistrati. Compito certamente difficile che, proprio per questo, a livello istituzionale, dovrebbe ricevere doveroso rispetto, salvo che non si voglia imporre dei guardiani ai Magistrati, nel compito loro di custodi della legalità".

Il vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Virginio Rognoni ha risposto con queste categoriche parole alle esternazioni del ministro della Giustizia Roberto Castelli, che ieri aveva espresso dubbi in merito alla legge 231 del 2001, norma che recepisce la direttiva Ue anticorruzione e che può portare i Magistrati a decidere il commissariamento di aziende quotate in borsa. L'esponente del Carroccio non aveva potuto fare a meno di chiedersi se "la totalità dei Magistrati è politicamente e deontologicamente preparata a manovrare questa immensa leva di potere".
"Credo - aveva aggiunto l'esponente del Carroccio - che il Consiglio Superiore della Magistratura in questo momento non sia un organo in grado di custodire i custodi".

Parole che hanno ovviamente fatto andare su tutte le furie il Dottor Virginio Rognoni.
"Contesto - ha aggiunto il numero due di Palazzo dei Marescialli - i dubbi espressi sulla professionalità di una Magistratura che, nella generalità dei casi, ha sempre dato prova di misura ed equilibrio anche nell'assolvimento di compiti di natura sostanzialmente amministrativa che la legge non raramente le affida".
Poco prima dell'intervento del vicepresidente del Csm, era arrivata anche replica dell'Associazione Nazionale Magistrati. Il sindacato delle Toghe aveva accusato Castelli di "delegittimare i Giudici".

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