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"Le affermazioni del ministro Castelli
delegittimano la magistratura e soprattutto
il Governo e il Parlamento". Lo assicura la
parlamentare dell'Udc Erminia Mazzoni, che
ha bacchettato il Guardasigilli Roberto
Castelli per le dichiarazioni rilasciate
ieri a proposito della legge 231 del 2001,
norma che recepisce la direttiva Ue
anticorruzione e che può portare i
Magistrati a decidere il commissariamento di
aziende quotate in borsa. L'esponente del
Carroccio non aveva potuto fare a meno di
chiedersi se "la totalità dei Magistrati è
politicamente e deontologicamente preparata
a manovrare questa immensa leva di potere".
"Credo - aveva aggiunto l'esponente del
Carroccio - che il Consiglio Superiore della
Magistratura in questo momento non sia un
organo in grado di custodire i custodi".
"Un ministro, per governare un settore
importante come quello della giustizia, deve
saper prima di tutto controllare i propri
impulsi. È necessario recuperare il rispetto
delle istituzioni cui la Lega non sembra
essere portata - ha tuonato la centrista -
le leggi vengono votate dalle Camere e,
quindi, il problema dell’eventuale uso
improprio delle stesse, chi è nella Casa
delle Libertà e chi ha ruoli di Governo
avrebbe dovuto porselo prima. Siamo alla
fine della legislatura e mi auguro che
almeno in questi ultimi mesi si riesca a
fare uno sforzo per essere protagonisti di
un dialogo costruttivo per il nostro Paese".
Prima di Erminia Mazzoni avevano criticato
il ministro anche l'Associazione Nazionale
dei Magistrati, che aveva accusato Castelli
di voler "delegittimare i Giudici", e il
vice presidente del Consiglio Superiore
della Magistratura Virginio Rognoni.
"Respingo nella maniera più netta
l'affermazione del ministro circa
l'inadeguatezza del Csm a gestire
l'autogoverno dei Magistrati - aveva
chiarito il numero due di Palazzo dei
Marescialli - contesto i dubbi espressi
sulla professionalità di una Magistratura
che, nella generalità dei casi, ha sempre
dato prova di misura ed equilibrio anche
nell'assolvimento di compiti di natura
sostanzialmente amministrativa che la legge
non raramente le affida". |