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Netta presa di posizione delle Nazioni Unite
a proposito delle precarie condizioni di
detenzione alle quali sono sottoposti
migliaia di cittadini iracheni prigionieri
degli americani.
Secondo l'ultimo rapporto dell'Onu, infatti,
almeno seimila persone (e forse più di
diecimila) sono recluse nei centri detentivi
iracheni gestiti dagli Stati Uniti.
"La detenzione prolungata senza accesso ad
un avvocato o ad un Giudice è proibita dalle
leggi internazionali, anche durante lo stato
d'emergenza - si legge nel documento -
questa è una delle più grandi sfide nel
campo dei diritti umani in Iraq".
La relazione, firmata personalmente del
segretario generale Kofi Annan, è stata
presentata al Consiglio di sicurezza del
Palazzo di Vetro.
Il rapporto pone insomma l'accento sulle
"disperate condizioni" in cui vivono
"migliaia di prigionieri, persone private
dei loro diritti giudiziari in violazione
delle vigenti leggi internazionali". |