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Il 27 dicembre del 2004 alcuni senatori
tentarono di salvare il ministro della
Giustizia Roberto Castelli e gli altri
esponenti politici e governativi coinvolti
nello scandalo delle presunte false
consulenze emesse dal ministero della
Giustizia (un'inchiesta della Corte dei
Conti che coinvolge, seppure in forma
minore, anche gli ex Guardasigilli Piero
Fassino e Oliviero Diliberto).
Lo denuncia il giornale lecchese "Merate on
line", che è riuscito ad entrare in possesso
della documentazione che testimonia il
tentativo di alcuni senatori di fare
approvare da una Commissione del Senato,
presieduta quel giorno dal leghista
Giancarlo Giorgetti, una modifica alla legge
Finanziaria 2005 che avrebbe messo
l'esponente del Carroccio al riparo da ogni
conseguenza di quella indagine. Il colpo di
mano fallì, perché i tre commi
dell'emendamento furono dichiarati
incostituzionali.
L'inchiesta del "Merate on line", che non ha
attirato l'attenzione dei media nazionali,
non è sfuggita all'occhio vigile del
ministro lecchese, che si è disturbato di
inviare una lunga lettera alla redazione
della testata.
"Egregio Direttore - ha scritto Castelli -
credo che Lei farebbe un miglior servizio ai
Suoi lettori se desse l'intero quadro
dell'impianto accusatorio che il Procuratore
del Lazio della Corte dei Conti ha messo in
piedi contro il ministero della Giustizia e
non estrapolasse da un malloppo di ben 745
pagine qualche frase ad effetto per
soddisfare l'odio che qualcuno del Suo
giornale ha nei confronti del sottoscritto".
Immediata la replica di Alberico Fumagalli,
autore degli articoli: "Grazie per avere
avvertito l'opportunità di fornire una serie
di chiarimenti ai cittadini lettori ed
elettori per il tramite del mio giornale
all'interno del quale, le assicuro, nessuno
la odia, mentre più di uno la critica e mi
pare non senza motivo". |