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Il ministro della Giustizia Roberto Castelli
prende spunto dalla tragica morte di un
giovane barista della provincia di Varese,
ucciso sabato a coltellate per futili motivi
da due albanesi, per togliersi qualche
sassolino dalle scarpe e per scatenarsi
contro gli extracomunitari irregolari.
"Purtroppo non c'è nessuna novità. Da anni
diciamo che i clandestini portano
criminalità e questa è l'ennesima
dimostrazione - ha tuonato l'esponente del
Carroccio - da anni diciamo anche che tra i
minori sono in aumento i reati efferati.
Avevo proposto una riforma che affrontasse
il problema, ma il Parlamento l'ha
bloccata".
Il Guardasigilli, infatti, alcuni anni fa
aveva presentato un progetto di legge che,
tra le altre cose, prevedeva l'abolizione
del Tribunale dei minori. Un progetto che fu
bocciato nel novembre del 2003 dal
Parlamento durante un voto con scrutinio
segreto.
"Un ministro, seppure leghista - ha subito
replicato il dielle Renzo Lusetti - dovrebbe
evitare di strumentalizzare un drammatico
fatto di cronaca come quello dell'uccisione
di un barista a fini meramente
propagandistici".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il
presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro
Scanio, secondo il quale "il ministro
Castelli, non nuovo a sortite xenofobe e
provocatorie in perfetto stile leghista,
dovrebbe imparare che non è con le invettive
razziste che si batte la criminalità".
"Le parole di del ministro, oltre ad essere
inaccettabili e qualunquiste, certificano il
fallimento della Bossi-Fini - ha aggiunto -
una legge incivile che non contrasta la
criminalità organizzata". |