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"Ciò che la gente deve capire è che i
cattivi non siamo noi, ma quelli detenuti a
Guantanamo". Lo ha ieri affermato con tono
polemico il vice presidente degli Stati
Uniti Dick Cheney, decisamente seccato per
via del dibattito relativo ad un'eventuale
chiusura del carcere cubano di Guantanamo,
penitenziario sempre nell'occhio del ciclone
a causa delle violazioni dei diritti umani
compiute dai secondini ai danni dei
prigionieri.
"Non c'é nessun piano che preveda la
chiusura di Guantanamo. La cosa importante
che si deve capire è che le persone
rinchiuse a Guantanamo sono dei terroristi -
ha chiarito nel corso di un'intervista alla
tv Fox News - sono loro i cattivi, è gente
che abbiamo catturato sul terreno di
battaglia in Afghanistan o accusata di far
parte della rete di Al Qaeda".
Diversi giorni fa il numero due della Casa
Bianca aveva già parlato di Guantanamo
commentando l'ultimo rapporto di Amnesty
International, la quale aveva paragonato il
carcere cubano ad un campo di concentramento
dell'Unione sovietica.
"In tutta franchezza, devo dire che mi sono
sentito offeso - aveva tuonato nel corso di
un'intervista con la Cnn - suggerire, come
ha fatto Amnesty International, che in
qualche modo gli Stati Uniti siano un paese
che viola i diritti umani è qualcosa sul
quale francamente non li prendo sul serio. I
detenuti sono trattati bene, con decenza e
umanità. Ci sono state occasionali accuse di
maltrattamento, ma in quasi tutti i casi si
tratta di accuse che vengono da qualcuno che
era detenuto, è stato rilasciato, è tornato
al suo paese d'origine e ora sta spargendo
bugie su come è stato trattato". |