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L'ex leader di Lotta Continua Adriano Sofri
ha ottenuto dai Magistrati il beneficio di
poter trascorrere due giorni al mese fuori
dal carcere di Pisa, dove sta scontando una
lunga condanna per l'omicidio del
commissario Calabresi.
Il provvedimento è stato emesso tempo fa, ma
è divenuto di pubblico dominio ieri, quando
il famoso detenuto ha partecipato ad una
partita di calcio con lo scopo di
raccogliere fondi per la realizzazione di un
pozzo per una scuola in Vietnam.
"Mi piacerebbe vedere la faccia del Giudice
che ha concesso i due giorni al mese a casa
ad Adriano Sofri, dopo che questo ha
scontato solo pochi anni rispetto a quello
che ci si augura dovrà espiare. Quando saprò
chi è stato saprò con chi prendermela
- ha affermato il leghista Roberto Calderoli
- per chi si rende responsabile di delitti
così atroci come quello attribuito a Sofri
c'è un'unica pena: metterlo in una cella e
buttare via la chiave per tutta la vita,
altro che grazia a lui o a Bompressi. Se
proprio gli si vogliono dare due giorni, al
posto che i domiciliari gli si mette un bel
pigiama a righe con tanto di palla al piede
e li si mette per due giorni a fare
manutenzione sulle pubbliche strade a
ripagare per quello che hanno fatto".
Di diverso tono la dichiarazione rilasciata
dal ministro della Giustizia Roberto
Castelli, secondo il quale "non vi è nessuna
notizia da commentare". Il Guardasigilli ha
infatti ricordato che quello ottenuto da
Sofri è "un permesso previsto dalle leggi
vigenti".
Nel frattempo l'avvocato Ezio Menzione ha
reso noto che è diventata "concreta
l'ipotesi che Sofri possa usufruire di
permessi per insegnare alla Scuola normale
superiore".
"Nel qual caso si andrebbe ad utilizzare
permessi regolari, ovvero nei giorni in cui
sarebbero previste le attività di
insegnamento - ha aggiunto - questa al
momento è un'ipotesi che andrà approfondita
secondo i tempi richiesti dalla pratica". |