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Castrare i violentatori. Non una semplice
provocazione e neppure una battuta scappata
in un bar ad un tizio che ha alzato un po'
troppo il gomito, ma una vera proposta
politica da parte di un ministro della
Repubblica italiana. Il ministro in
questione è ovviamente un leghista, quello
delle Riforme Istituzionali Roberto
Calderoli. L'esponente del Carroccio parla
senza esitazioni di "legge del taglione".
La camicia verde prende spunto dalla tragica
vicenda di Bologna, dove una ragazzina di
quindici anni è stata stuprata da due
extracomunitari nel fine settimana.
"Davanti a delitti così aberranti - afferma
Calderoli - l'unica legge che può valere è
quella del taglione: credo sia necessario
introdurre come pena la castrazione chimica
per i reati sessuali. Personalmente penso
che quella chirurgica sia la più idonea a
funzionare anche da un punto di vista della
prevenzione, ma anche quella chimica,
ancorché non irreversibile, consente di
mettere queste bestie in condizioni di non
offendere".
Inevitabilmente, le esternazioni del
leghista hanno scatenato sdegno e
incredulità sia tra le fila dell'opposizione
che in quelle del centrodestra.
"Intervenga Ciampi se Berlusconi non prende
le distanze da Calderoli - ha affermato il
senatore dell'Italia dei Valori Nello
Formisano - le uscite leghiste degli ultimi
giorni, compresa quella ultima di Calderoli
di applicare la legge del taglione,
suscitano pena e compassione".
Il diessino Gavino Angius ha puntato il dito
contro "le sconsiderate affermazioni e
reazioni che i ministri del governo
Berlusconi hanno fatto".
"Dichiarazioni improntate a truculente
volgarità e ad un vero e proprio razzismo -
ha ribadito - non so se siamo in presenza di
una fenomenologia politica segnata, come
qualcuno ha definito, da fascismo padano.
Oggi siamo di fronte ad atti e a gesti di un
ministro che ripugnano la coscienza civile
di un grande Paese come il nostro".
Il leader di Alleanza Nazionale Gianfranco
Fini ha invece voluto chiarire che "per
queste situazioni ci vogliono grande
equilibrio e idee chiare".
"Voglio dire al ministro Calderoli che,
sempre di più, il clandestino è lui:
rispetto alla civiltà giuridica liberale e
allo Stato di diritto - ha tagliato corto il
segretario dei Radicali Daniele Capezzone -
è triste un Paese in cui al dolore delle
vittime di reati atroci, allo strappo di chi
ha subìto una terribile violenza fisica e
psicologica, deve aggiungersi la
speculazione di politicanti senza scrupoli.
Ne abbiamo viste tante, ma ora abbiamo
davvero toccato il fondo". |