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Chiedono le sue dimissioni e pretendono che
il ministro della Giustizia organizzi una
delle sue solite "spedizioni punitive". Il
centrodestra vuole insomma la testa del
Procuratore Capo di Bologna Enrico Di
Nicola, colpevole di aver affermato che il
premier Silvio Berlusconi non è un bell'esempio
di legalità.
Interpellato dal quotidiano "Il Corriere
della Sera" a proposito dello stupro subìto
nel fine settimana da una ragazzina di
quindici anni, la Toga aveva spiegato:
"Quando si dice che il 40 per cento della
ricchezza sommersa è un bene per il Paese
(la frase è stata pronunciata la scorsa
settimana dal capo del Governo, ndr),
ritengo che si dica qualcosa non conforme ai
valori costituzionali. E' la cultura
dell'illegalità. Chi commette reati vede che
certi valori mancano alla classe dirigente".
Dopo le prime reazioni a caldo, affidate
alla bocca del forzista Fabrizio Cicchitto
(anche se le dichiarazioni più dure erano
arrivate dalla diessina Claudia Mancina), il
centrodestra ha deciso di fare sul serio. Il
forzista Fabio Garagnani ha scritto al
Guardasigilli Roberto Castelli per
chiedergli di "verificare se ci sono gli
estremi per una esemplare azione
disciplinare".
"Le dichiarazioni del procuratore capo di
Bologna Di Nicola costituiscono l'ennesima
interferenza della magistratura nella
politica e sono un vero e proprio attentato
alla Costituzione - si legge nel documento -
questa volta si è passato il segno".
L'esponente azzurro ha concluso affermando
che, "se avesse un minimo di dignità, il
procuratore dovrebbe dimettersi da capo
della Procura per manifesta incapacità". |