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"La legge che punisce chi si macchia di
reati di violenza sessuale, se correttamente
applicata, è adeguata". Per la seconda volta
in pochissimi giorni, il leghista Roberto
Castelli si è sentito in dovere di
intervenire per mettere a tacere le
esternazioni del compagno di partito Roberto
Calderoli. Il ministro per le Riforme
Istituzionali aveva proposto la castrazione
chimica per i responsabili di violenza
carnale.
"L'unica legge che può valere è quella del
taglione - aveva affermato - è necessario
introdurre la pena della castrazione, che
consente di mettere queste bestie in
condizioni di non offendere".
La scorsa settimana il Guardasigilli aveva
dovuto nuovamente zittire Calderoli, quella
volta impegnato ad attaccare duramente i Giudici
che hanno concesso ad Adriano Sofri il
beneficio di poter trascorrere due giorni al
mese fuori dal carcere di Pisa, dove l'ex
leader di "Lotta Continua" sta scontando la
condanna per l'omicidio del commissario
Calabresi.
"Non vi è nessuna notizia da commentare -
aveva tagliato corto Castelli - quello
ottenuto da Sofri è un permesso previsto
dalle leggi vigenti". |