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Domani a Milano, al centro congressi Le
Stelline, l’assemblea della Giovane Italia,
associazione neocraxiana. Per dare una
prospettiva al Paese.
Una nuova leva deve porsi avanti! Deve
essere individuata, aiutata, sostenuta e
incoraggiata. Un vero rinnovamento significa
in ogni caso uomini nuovi, idee nuove,
programmi immagini linguaggi nuovi.
Bettino Craxi (dall’home page del sito
giovaneitalia.it)
Sono giorni in cui rinasce la speranza. Ieri
è stata approvata al Senato la tanto attesa
riforma dei giudici, incluso - come
emblematica ciliegina - l’emendamento
antiCaselli; nelle stesse ore, nella
capitale morale, la giunta Albertini
decideva di ricordare Craxi con una targa
votiva in piazza Duomo 19, dove l’erede di
Turati disbrigava gli affari correnti.
Gli anni bui della deriva giustizialista, se
Dio vuole, sono davvero finiti.
Tant’è vero che è attesa ad horas la
calendarizzazione della cosiddetta legge ex
Cirielli, da alcuni malignamente definita
Salvapreviti, che dovrebbe finalmente
allargare le maglie della prescrizione per
alcuni reati bagatellari come la corruzione
e l’usura.
Intanto si viene a sapere che con la
consueta generosità il “premier” starebbe
pensando di mettere a disposizione dello
Stato le sue aziende di famiglia anche per
risolvere il problema del trattamento di
fine rapporto, il famoso TFR: un affare da
diversi miliardi di euro, nel quale
Mediolanum farà valere la propria
esperienza, già peraltro collaudata, nel
ramo servizi finanziari, nei 14mila uffici
postali sparsi per l’Italia. Una prova in
più che anche l’odiosa ideologia statalista,
che tanti danni ha fatto al Paese, ce la
stiamo pian piano lasciando alle spalle.
Il convegno dell’associazione “Giovane
Italia”, che si svolgerà domani a Milano al
centro congressi Le Stelline, non poteva
cadere in un periodo migliore. Titolo: “Una
prospettiva per l’Italia, la verità e le
proposte”. Stefania Craxi ha chiamato a
raccolta il meglio del riformismo italiano.
Tra questi Marcello Dell’Utri, perseguitato
politico giustamente tutelato dal presidente
del Senato Marcello Pera con un posto nel
consiglio d’Europa. Da tempo giace in
qualche cassetto, in attesa del momento
propizio, anche la legge per liquidare lo
scandalo del reato di concorso esterno in
associazione mafiosa, per il quale il noto
bibliofilo è stato condannato a nove anni
dal Tribunale di Palermo.
Ci sarà anche il “governatore” della
Lombardia Roberto Formigoni, anch’egli
vittima dell’orco giustizialista, che ha
cercato di coinvolgerlo in loschi giri di
barche petrolio e mazzette, e ora lo vuole
condannare per malversazioni relative alla
vecchia storia della discarica abusiva di
Cerro Maggiore, in merito alla quale Paolo
Berlusconi, in un attimo di ingenuità, ha
già patteggiato una pena di due anni e
consegnato un simbolico risarcimento di 52
milioni di euro.
Previsto nel panel dei relatori anche quel
Massimo Guarischi, che ha saputo virilmente
resistere alla furia delle toghe rosse che
lo condannarono per mazzette. Formigoni lo
ha voluto accanto a sé per realizzare
finalmente il sogno di una Lombardia
moderna. liberale e riformista. Parleranno
anche Fabrizio Cicchitto, ex socialista già
piduista, e Nando Adornato e Sandro Bondi,
oggi azzurri e ieri rossi. Ci sarà anche
Davide Giacalone, che nel 1990 era il
braccio destro dell’allora ministro Oscar
Mammì, e fu coautore della fatidica “legge
Mammì” e del piano frequenze tv, divenendo
subito dopo consulente della Fininvest con
un modesto compenso di mezzo miliardo di
vecchie lire.
Nel pomeriggio al convegno della “Giovane
Italia” dovrebbe arrivare addirittura Lui,
il più Unto e Prescritto degli italiani.
L’ha promesso a Stefania, in nome
dell’amicizia fraterna che lo legava al
padre, cementata dalla comune passione per i
conti neri nei paradisi fiscali e dalla
comune avversione per giornalisti e
magistrati troppo curiosi. Non è un mistero
che Stefania aspira a dare il suo contributo
alla riforma del Paese, candidandosi al
Parlamento a Milano, nelle liste del partito
unico degli uomini liberi. Diversamente da
lei, il fratello Bobo, con il saggio De
Michelis e altri vecchi gentiluomini della
diaspora postcraxiana, si starebbe
riavvicinando al Centrosinistra. Stefania
non gradisce la defezione, dimostrandosi per
nulla tenera con Fassino & Co. I quali pure,
in questi anni, togliendosi di dosso la
resina della cosiddetta questione morale,
hanno reso più di un omaggio alla tradizione
del riformismo socialista, incarnata da
Bettino.
“Questi hanno nel DNA la violenza verso gli
avversari e la doppia verità”, ha tuonato la
Figlia in un’intervista al Giornale. Ma
forse non si riferiva tanto a D’Alema e
Violante, quanto a Enrico Berlinguer, che
commentò in questo modo (lo ha rivelato
tempo fa il suo più stretto collaboratore)
l’ascesa di Craxi e soci al vertice del
Partito Socialista Italiano: “Oggi una banda
di gangster si è impadronita del Partito
Socialista”.
Era il 1976, giornata conclusiva del
congresso del Midas. Gelli tesseva le sue
trame al Grand Hotel. Forza Italia era
ancora in mente dei.
Domani andrò alle Stelline anch’io. Cinque
mesi fa, mentre mi recavo a un analogo
raduno di socialisti craxiani al quale era
atteso il “premier”, la polizia mi trascinò
via a forza. Ma all’epoca ero ancora
incensurato. |