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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 29 GIUGNO 2005
La giovane e forte Italia

PIERO RICCA

Domani a Milano, al centro congressi Le Stelline, l’assemblea della Giovane Italia, associazione neocraxiana. Per dare una prospettiva al Paese.
Una nuova leva deve porsi avanti! Deve essere individuata, aiutata, sostenuta e incoraggiata. Un vero rinnovamento significa in ogni caso uomini nuovi, idee nuove, programmi immagini linguaggi nuovi.
Bettino Craxi (dall’home page del sito giovaneitalia.it)


Sono giorni in cui rinasce la speranza. Ieri è stata approvata al Senato la tanto attesa riforma dei giudici, incluso - come emblematica ciliegina - l’emendamento antiCaselli; nelle stesse ore, nella capitale morale, la giunta Albertini decideva di ricordare Craxi con una targa votiva in piazza Duomo 19, dove l’erede di Turati disbrigava gli affari correnti.
Gli anni bui della deriva giustizialista, se Dio vuole, sono davvero finiti.
Tant’è vero che è attesa ad horas la calendarizzazione della cosiddetta legge ex Cirielli, da alcuni malignamente definita Salvapreviti, che dovrebbe finalmente allargare le maglie della prescrizione per alcuni reati bagatellari come la corruzione e l’usura.

Intanto si viene a sapere che con la consueta generosità il “premier” starebbe pensando di mettere a disposizione dello Stato le sue aziende di famiglia anche per risolvere il problema del trattamento di fine rapporto, il famoso TFR: un affare da diversi miliardi di euro, nel quale Mediolanum farà valere la propria esperienza, già peraltro collaudata, nel ramo servizi finanziari, nei 14mila uffici postali sparsi per l’Italia. Una prova in più che anche l’odiosa ideologia statalista, che tanti danni ha fatto al Paese, ce la stiamo pian piano lasciando alle spalle.

Il convegno dell’associazione “Giovane Italia”, che si svolgerà domani a Milano al centro congressi Le Stelline, non poteva cadere in un periodo migliore. Titolo: “Una prospettiva per l’Italia, la verità e le proposte”. Stefania Craxi ha chiamato a raccolta il meglio del riformismo italiano. Tra questi Marcello Dell’Utri, perseguitato politico giustamente tutelato dal presidente del Senato Marcello Pera con un posto nel consiglio d’Europa. Da tempo giace in qualche cassetto, in attesa del momento propizio, anche la legge per liquidare lo scandalo del reato di concorso esterno in associazione mafiosa, per il quale il noto bibliofilo è stato condannato a nove anni dal Tribunale di Palermo.

Ci sarà anche il “governatore” della Lombardia Roberto Formigoni, anch’egli vittima dell’orco giustizialista, che ha cercato di coinvolgerlo in loschi giri di barche petrolio e mazzette, e ora lo vuole condannare per malversazioni relative alla vecchia storia della discarica abusiva di Cerro Maggiore, in merito alla quale Paolo Berlusconi, in un attimo di ingenuità, ha già patteggiato una pena di due anni e consegnato un simbolico risarcimento di 52 milioni di euro.

Previsto nel panel dei relatori anche quel Massimo Guarischi, che ha saputo virilmente resistere alla furia delle toghe rosse che lo condannarono per mazzette. Formigoni lo ha voluto accanto a sé per realizzare finalmente il sogno di una Lombardia moderna. liberale e riformista. Parleranno anche Fabrizio Cicchitto, ex socialista già piduista, e Nando Adornato e Sandro Bondi, oggi azzurri e ieri rossi. Ci sarà anche Davide Giacalone, che nel 1990 era il braccio destro dell’allora ministro Oscar Mammì, e fu coautore della fatidica “legge Mammì” e del piano frequenze tv, divenendo subito dopo consulente della Fininvest con un modesto compenso di mezzo miliardo di vecchie lire.

Nel pomeriggio al convegno della “Giovane Italia” dovrebbe arrivare addirittura Lui, il più Unto e Prescritto degli italiani. L’ha promesso a Stefania, in nome dell’amicizia fraterna che lo legava al padre, cementata dalla comune passione per i conti neri nei paradisi fiscali e dalla comune avversione per giornalisti e magistrati troppo curiosi. Non è un mistero che Stefania aspira a dare il suo contributo alla riforma del Paese, candidandosi al Parlamento a Milano, nelle liste del partito unico degli uomini liberi. Diversamente da lei, il fratello Bobo, con il saggio De Michelis e altri vecchi gentiluomini della diaspora postcraxiana, si starebbe riavvicinando al Centrosinistra. Stefania non gradisce la defezione, dimostrandosi per nulla tenera con Fassino & Co. I quali pure, in questi anni, togliendosi di dosso la resina della cosiddetta questione morale, hanno reso più di un omaggio alla tradizione del riformismo socialista, incarnata da Bettino.

“Questi hanno nel DNA la violenza verso gli avversari e la doppia verità”, ha tuonato la Figlia in un’intervista al Giornale. Ma forse non si riferiva tanto a D’Alema e Violante, quanto a Enrico Berlinguer, che commentò in questo modo (lo ha rivelato tempo fa il suo più stretto collaboratore) l’ascesa di Craxi e soci al vertice del Partito Socialista Italiano: “Oggi una banda di gangster si è impadronita del Partito Socialista”.
Era il 1976, giornata conclusiva del congresso del Midas. Gelli tesseva le sue trame al Grand Hotel. Forza Italia era ancora in mente dei.
Domani andrò alle Stelline anch’io. Cinque mesi fa, mentre mi recavo a un analogo raduno di socialisti craxiani al quale era atteso il “premier”, la polizia mi trascinò via a forza. Ma all’epoca ero ancora incensurato.

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