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Il Guardasigilli Roberto Castelli si prepara
ad inviare per l'ennesima volta gli
ispettori del ministero della Giustizia al
Tribunale di Milano. I funzionari di Via
Arenula dovranno indagare sulla legittimità
della decisione del Gup Fabio Paparella di
spendere 180mila euro più Iva per un
inserzione sul Corriere della Sera
riguardante la fissazione dell'udienza
preliminare del procedimento sulle presunte
irregolarità compiute da Mediaset nella
compravendita di diritti tv, un'inchiesta
che, come è noto, riguarda anche il premier
Silvio Berlusconi.
"Valuterò domani con il capo degli ispettori
- ha spiegato il ministro leghista - voglio
verificare se si tratta di una procedura del
tutto eccezionale o se invece rientra nella
normalità. A me non pare. Voglio poi vedere
se sono stati spesi effettivamente 180mila
euro o molto di più, conoscendo quelle che
sono le tabelle del Corriere della Sera per
quanto riguarda i costi degli annunci a
pagamento".
La decisione del Giudice di Milano aveva
fatto insorgere la Casa delle Libertà ed in
particolare il forzista Fabrizio Cicchitto,
secondo il quale siamo di fronte "ad una
straordinaria conferma che la magistratura
di Milano quando si tratta di Berlusconi e
delle sue aziende non bada a spese".
"L'acquisto di quattro pagine sul quotidiano
più diffuso del Paese - aveva aggiunto
l'esponente azzurro - dimostra che un ordine
dello Stato, che dovrebbe apparire ed essere
imparziale, non va per il sottile quando si
tratta della gestione mediatica più
clamorosa dei procedimenti che a getto
continuo sono messi in piedi contro Silvio
Berlusconi".
In difesa dei Giudici si era invece
schierato il leader dell'Italia dei Valori
Antonio di Pietro, il quale aveva ricordato
che "la notificazione per pubblici proclami
è una procedura prevista dal codice". Il Gup
Paparella si era comunque detto
"tranquillo". |