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L'aveva promesso e alla fine lo ha fatto. Il
ministro per le Riforme Istituzionali
Roberto Calderoli questa mattina ha
denunciato, tramite un esposto depositato
presso l'ispettorato di pubblica sicurezza
del Senato, i Magistrati italiani che stanno
scioperando per protestare contro la Riforma
della Giustizia che la Casa delle Libertà si
appresta ad approvare in Parlamento.
"La magistratura opera, non sciopera - ha
spiegato la camicia verde - con il mio
esposto chiedo all'autorità giudiziaria di
accertare la sussistenza e di verificare i
presupposti criminosi previsti dall'art. 503
del codice penale, che prevede sanzioni
contro chi effettua scioperi o serrate per
fini non contrattuali. Quello di oggi è uno
sciopero di tipo politico finalizzato a
sovvertire l'ordinamento costituzionale
ovvero ad impedire o a modificare il libero
esercizio di un potere legittimo su cui si
esprime la volontà popolare, cioè il
Parlamento".
Una iniziativa, quella del leghista, che ha
fatto insorgere il centrosinistra. Se per il
leader della Margherita Francesco Rutelli
prendere sul serio Calderoli "è la peggiore
maniera per occuparsi dei problemi
dell'Italia", per il presidente dei Ds
Massimo D'Alema "è sconcertante che un
soggetto simile possa far parte del governo
di un paese civile".
"Abbiamo presentato una contro-denuncia
verso il ministro Calderoli per il reato di
calunnia ed abuso d’ufficio - ha invece reso
noto il numero uno dell'Italia dei Valori
Antonio Di Pietro - lo abbiamo denunciato
per aver falsamente accusato i magistrati
scioperanti di aver commesso un reato, pur
sapendo che lo sciopero è un diritto
costituzionalmente garantito; e per avere
approfittato del suo ruolo di ministro per
ottenere, attraverso la sua denuncia,
esclusivamente visibilità personali e di
partito con finalità ben diverse rispetto a
quelle che deve muovere un normale cittadino
che si rivolge all’autorità giudiziaria
denunciando un asserito reato".
Secondo l'ex Giudice "quelli della Lega
devono capire, una volta per tutte, che non
possono usare i ruoli istituzionali che
rivestono per farsi un'indebita campagna
elettorale rendendo ridicola la funzione che
ricoprono". |