|

Il ministro della Giustizia Roberto Castelli
ha attaccato duramente il Tg3, colpevole - a
parere del Guardasigilli - di aver diramato
un servizio "fazioso" su alcune
dichiarazioni da lui rilasciate nella
giornata di ieri.
"Telekabul ha colpito ancora - ha scritto il
leghista in una nota - il Tg3 di questa sera
ha mandato in onda un servizio pieno di
falsità con lo scopo di mettere in scena un
attacco del sottoscritto al Quirinale che
invece assolutamente non esiste. Essere
costretto come cittadino a pagare il canone
per un servizio pubblico come questo è
davvero grottesco. Scriverò alla Commissione
di vigilanza della Rai perché non è
tollerabile una disinformazione di queste
dimensioni".
Il telegiornale della terza rete aveva
semplicemente riferito le parole che
l'esponente del Carroccio aveva ieri
pronunciato a proposito della Riforma della
Giustizia.
La testata giornalistica aveva spiegato che
secondo Castelli il capo dello Stato Carlo
Azeglio Ciampi non potrà non mettere la sua
firma sul nuovo ordinamento giudiziario.
"Il Tg3 ha fatto il suo dovere - ha spiegato
il direttore Antonio Di Bella - riferendo le
notizie della giornata politica e dando, fra
l'altri, ampio spazio alla posizione e alle
dichiarazioni in voce del ministro
Castelli".
In difesa dei giornalisti è subito
intervenuto il diessino Giuseppe Giulietti,
il quale ha chiarito che "il ministro
Castelli può scrivere a chi vuole, ma le sue
minacce non intimidiranno né la redazione
del Tg3, né le altre redazioni che hanno a
cuore la libertà di informazione".
"Basterà dare una rapida occhiata alle
rassegne stampa degli ultimi mesi - ha
concluso - per avere conferma al sospetto
che Castelli abbia mancato di rispetto al
presidente della Repubblica".
Durissimo anche il giudizio del numero uno
dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, per il
quale "l'arroganza leghista sta tracimando".
"L'intimidazione di Castelli al Tg3 è
assurda ed inaccettabile - ha chiarito il
leader del partito ambientalista - dopo i
Magistrati ora anche i giornalisti finiscono
nel mirino del ministro leghista. Castelli
ormai parla senza freni e senza remore,
tirando fendenti a destra e a manca.
Un'isteria che è la prova della debolezza
leghista e della mancanza di argomentazioni
dei suoi esponenti. Esprimo solidarietà ai
giornalisti del Tg3 offesi dal ministro
Castelli semplicemente per aver svolto il
loro lavoro". |