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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 15 LUGLIO 2005
Castelli attacca il Tg3: "Telekabul ha colpito ancora"

REDAZIONE

Il ministro della Giustizia Roberto Castelli ha attaccato duramente il Tg3, colpevole - a parere del Guardasigilli - di aver diramato un servizio "fazioso" su alcune dichiarazioni da lui rilasciate nella giornata di ieri.
"Telekabul ha colpito ancora - ha scritto il leghista in una nota - il Tg3 di questa sera ha mandato in onda un servizio pieno di falsità con lo scopo di mettere in scena un attacco del sottoscritto al Quirinale che invece assolutamente non esiste. Essere costretto come cittadino a pagare il canone per un servizio pubblico come questo è davvero grottesco. Scriverò alla Commissione di vigilanza della Rai perché non è tollerabile una disinformazione di queste dimensioni".

Il telegiornale della terza rete aveva semplicemente riferito le parole che l'esponente del Carroccio aveva ieri pronunciato a proposito della Riforma della Giustizia.
La testata giornalistica aveva spiegato che secondo Castelli il capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi non potrà non mettere la sua firma sul nuovo ordinamento giudiziario.
"Il Tg3 ha fatto il suo dovere - ha spiegato il direttore Antonio Di Bella - riferendo le notizie della giornata politica e dando, fra l'altri, ampio spazio alla posizione e alle dichiarazioni in voce del ministro Castelli".

In difesa dei giornalisti è subito intervenuto il diessino Giuseppe Giulietti, il quale ha chiarito che "il ministro Castelli può scrivere a chi vuole, ma le sue minacce non intimidiranno né la redazione del Tg3, né le altre redazioni che hanno a cuore la libertà di informazione".
"Basterà dare una rapida occhiata alle rassegne stampa degli ultimi mesi - ha concluso - per avere conferma al sospetto che Castelli abbia mancato di rispetto al presidente della Repubblica".

 

Durissimo anche il giudizio del numero uno dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, per il quale "l'arroganza leghista sta tracimando".
"L'intimidazione di Castelli al Tg3 è assurda ed inaccettabile - ha chiarito il leader del partito ambientalista - dopo i Magistrati ora anche i giornalisti finiscono nel mirino del ministro leghista. Castelli ormai parla senza freni e senza remore, tirando fendenti a destra e a manca. Un'isteria che è la prova della debolezza leghista e della mancanza di argomentazioni dei suoi esponenti. Esprimo solidarietà ai giornalisti del Tg3 offesi dal ministro Castelli semplicemente per aver svolto il loro lavoro".

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