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Nuovo scandalo sulla prigione "cubana" di Guantanamo, dove alcuni secondini - secondo quanto è riportato in un articolo della rivista Newsweek - avrebbero profanato il Corano, libro sacro della religione mussulmana. L'indignazione della popolazione islamica è stata enorme: il governo pachistano ha protestato con Washington, mentre in Afghanistan è stata organizzata una grande manifestazione antiamericana durante la quale vi sono stati durissimi scontri costati la morte di quattro persone e il ferimento di altre cinquanta. "Gli eventi di stamattina dimostrano due cose - ha commentato il presidente afgano Hamid Karzai - la prima è che l'Afghanistan è uno stato democratico e la gente può uscire e protestare. La seconda, che quale stato democratico le sue istituzioni non sono pronte. La polizia, l'esercito, non sono pronte per affrontare proteste e manifestazioni. Comunque non si tratta si sentimenti anti-americani". Nel frattempo, l'amministrazione di George W. Bush ha voluto assicurare che gli eventuali colpevoli di oltraggio alla religione islamica saranno puniti. "L'accusa è molto grave - ha affermato, imbarazzato, il portavoce del Dipartimento di stato americano Tom Casey - sono sicuro che i vertici militari tratteranno molto seriamente qualsiasi violazione dei diritti religiosi dei detenuti. La distruzione di qualsiasi libro sacro, che sia il Corano o la Bibbia, è biasimevole e non in conformità alla politica o alla prassi degli americani".
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