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Si
avvicina il giorno della veritā per il
Parlamentare di Forza Italia Cesare
Previti e per gli altri imputati del
processo d'Appello Imi-Sir Lodo
Mondadori. La prossima settimana, salvo
sorprese, i Magistrati della Corte
presieduta dal Giudice Roberto Pallini
emetteranno infatti la sentenza.
L'esponente azzurro in primo grado č
stato condannato ad undici anni di
carcere per corruzione in atti
giudiziari.
Oggi ha parlato l'avvocato Alessandro
Sammarco, legale difensore
dell'esponente del partito del premier
Silvio Berlusconi, secondo il quale
"Cesare Previti č stato coinvolto in una
gigantesca montatura processuale".
"Contro l'imputato ci sono solo
congetture e illazioni - aveva affermato
alcuni giorni fa Giorgio Perroni, altro
rappresentante della difesa - ma Cesare
Previti deve essere condannato per
forza, qualsiasi cosa mettiamo in
campo".
Nelle loro requisitorie, la pubblica
accusa e le parti civili (tra le quali
c'č anche la Presidenza del Consiglio)
hanno chiesto al Collegio Giudicante di
confermare le condanne di tutti gli
imputati.
"Non ci sono documenti a supporto della
veritā degli imputati - aveva chiarito
Isetta Vitelli, rappresentante di
Palazzo Chigi - nessuna carta dimostra
gli incarichi e i mandati che sarebbero
la causa delle somme incassate. Previti,
Acampora e Pacifico non sono riusciti a
dare spiegazioni convincenti dei soldi
incassati".
Era stato molto chiaro anche il
Sostituto Procuratore Generale di Milano
Piero De Petris, secondo il quale "non
vi č alcuna ragione di mitigare le pene
del primo grado".
"E' doveroso mantenere una
determinazione severa delle pene in un
caso che colpisce la coscienza civile
del Paese - aveva spiegato il Magistrato
- la corruzione in atti giudiziari č un
reato di particolare gravitā. Il
mercimonio di attivitā giudiziarie č un
atto particolarmente grave".
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