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Continua la battaglia per i sì ai referendum
del 12 e 13 giugno. Una battaglia difficile,
contro l’astensione, la disinformazione e il
silenzio dei media sull’argomento. Diverse
associazioni di cittadini si sono così ieri
riunite e confrontate in un dibattito a
Roma, in una riflessione sul referendum, tra
scienza e coscienza.
Guidati da Simona Giovannozzi di
Communitas2002 sono intervenute Cinzia Dato
della Margherita e Giulia Rodano dei
Democratici di Sinistra, mentre a
rappresentare la scienza c'era il medico
Roberto Palermo.
Giulia Rodano, commentando i primi due
quesiti, ha messo in risalto la creazione di
paure infondate e l’assurdità di un Paese in
recessione che blocca la ricerca in uno dei
settori più promettenti. Inoltre gli aspetti
più maligni della legge: obbligare donne e
medici a determinate pratiche e togliere ai
malati la cosa più importante: la speranza.
Forte e pungente l’intervento, sugli altri
due quesiti, di Cinzia Dato. Dopo aver
espresso la propria contrarietà a qualsiasi
legge in materia, ha messo in luce diversi
paradossi, aprendo la riflessione su aborto,
adozioni e trapianti. “La legge produce
illegalità e sperequazione tra ricchi e
poveri, sani e malati. Ma insomma lo Stato
deve decidere da chi deve essere fecondata
una donna?”.
Infine l’intervento del medico Palermo ha
fornito alcune cifre: il numero degli
Italiani che ogni annosi reca all’estero per
la fecondazione assistita, con l’entrata in
vigore della legge è cresciuto da 1315 a più
di 3600; e che sempre grazie a questa legge
è stata così impedita la nascita di circa
9000 bambini, nel Paese che ha il tasso di
natalità più basso al mondo e con il governo
che si lamenta del fatto che il Paese abbia
bisogno di manodopera straniera.
Purtroppo i dati dicono che solo il 40%
degli elettori oggi andrebbe a votare.
Bisogna quindi sfruttare al massimo il tempo
rimanente, per vincere una battaglia di
libertà e di civiltà. |