|

Le recenti dichiarazioni del presidente del
Senato Marcello Pera a proposito del
referendum sulla Legge sulla Fecondazione
assistita continuano a fare discutere.
I più infuriati sono ovviamente i Radicali,
secondo i quali con le sue parole la seconda
carica dello Stato "ha deciso di venire meno
ai suoi doveri di imparzialità,
trasformandosi in un militante di parte".
"E' un fatto sconcertante: sarebbe come se
il Presidente della Repubblica si mettesse a
fare campagna per il sì, o per il no, o per
l'astensione - ha tuonato Daniele Capezzone
- mi appello, quindi, proprio al Presidente
della Repubblica affinché ci aiuti a porre
fine a questi sconfinamenti, a queste
invasioni di campo da parte di chi, come
Pera, dovrebbe rappresentare tutti".
Sul piede di guerra anche il presidente dei
Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, che ha
giudicato "un fatto grave che la seconda
carica dello Stato inviti apertamente a non
votare".
"E' inaccettabile che alcuni rappresentanti
istituzionali direttamente o indirettamente
favoriscano la non affluenza alle urne - ha
aggiunto - il ricorso all'astensionismo da
parte di chi dovrebbe garantire il diritto
al voto è una cosa davvero inquietante".
Non è invece dello stesso avviso il ministro
per le Politiche Comunitarie Giorgio La
Malfa (che voterà quattro sì), il quale si è
detto convinto sia necessario difendere la
libertà di tutti ad "esprimere liberamente
la propria opinione". |