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Il presidente degli Stati Uniti George W.
Bush torna a criticare Cina e Russia per le
violazioni dei diritti umani. L'inquilino
della Casa Bianca ha innanzitutto ricordato
al regime di Pechino che "in una società
libera deve esserci più della libertà
economica".
"Ad esempio c'è quella religiosa - ha
affermato - e c'è quella di stampa".
L'occasione per una tirata d'orecchie a
Mosca è arrivata dal processo al magnate
petrolifero Mikhail Khodorkovsky, che tra
mille polemiche oggi è stato condannato da
un Tribunale russo a nove anni di carcere.
"Ho già spiegato a Putin che qui in America
sei innocente fino a prova contraria e gli
ho espresso la mia preoccupazione sul
sistema - ha chiarito - osserviamo gli
sviluppi del caso".
E, sempre a proposito di diritti umani, Bush
ha poi smesso di attaccare per difendere la
sua Amministrazione dalle accuse contenute
nell'ultimo rapporto di Amnesty
International a proposito delle torture
inflitte dai secondini della base di
Guantanamo ai detenuti.
"Le accuse sono semplicemente assurde - ha
ribadito - è assurdo accusare gli Stati
Uniti. Ci sono stati rapporti di abusi e
abbiamo investigato ogni singolo caso in
maniera completa e trasparente". |