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La commissione Giustizia del Senato
ha ieri approvato il ddl di riforma dell'ordinamento giudiziario,
che arriverà in aula giovedì 10 di marzo. Si tratta del testo,
rivisto e corretto, che il presidente della Repubblica Carlo
Azeglio Ciampi ha rispedito alle Camere lo scorso dicembre.
"In Commissione è stato fatto un ottimo lavoro - ha ieri spiegato
il Guardasigilli Roberto Castelli - il provvedimento andrà in Aula
dopo il federalismo".
Ma il nuovo testo licenziato dalla Maggioranza non ha per nulla
convinto i partiti di opposizione, che in commissione ha espresso
voto contrario.
"Le risposte della Casa delle Libertà al messaggio di Ciampi
risultano del tutto insufficienti e parziali - ha chiarito il
senatore dei Verdi Giampaolo Zancan - le modifiche apportate al
testo rappresentano una risposta arrogante della Casa delle
Libertà, non idonea a sanare l'incostituzionalità del
provvedimento".
Sul piede di guerra anche l'Associazione Nazionale Magistrati,
secondo la quale "il governo e la maggioranza ancora una volta
hanno scelto la via della blindatura di ogni discussione".
"Con la presentazione all'ultimo minuto di un emendamento del
relatore si è precluso ogni confronto su modifiche effettive al
sistema incostituzionale dei concorsi che erano state avanzate da
emendamenti presentati oltreché dall'opposizione anche dal
senatore Salerno di Alleanza Nazionale - si legge in una nota -
l'Anm ribadisce il netto dissenso rispetto ad un testo che,
nonostante le modifiche apportate, pone a rischio l'indipendenza
dei Magistrati, modifica l'equilibrio tra i poteri dello Stato,
diminuisce le garanzie dei cittadini". |