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Con una sentenza storica ieri la
Corte Suprema degli Stati Uniti ha abolito la pena capitale per le
persone condannate per crimini commessi quando non avevano ancora
raggiunto i diciotto anni di età. Le esecuzioni contro imputati
minorenni sono state paragonate a "punizioni crudeli", che sono
vietate dalla Costituzione americana.
"Si tratta di una grande vittoria - ha commentato Riccardo Noury,
portavoce di Amnesty International - auspichiamo che questa
sentenza possa essere a breve seguita da analoghe decisioni degli
organi giudiziari e legislativi in Arabia Saudita, Nigeria,
Repubblica Democratica del Congo e Iran".
Per il Segretario di "Nessuno tocchi Caino" Sergio D'Elia si
tratta di "una decisione importante che allinea gli Stati Uniti al
diritto internazionale ed apre una breccia nel sistema americano
della pena di morte".
Festa grande, per questa decisione, anche nella città di Roma.
Ieri notte il sindaco Walter Veltroni ha fatto illuminare il
Colosseo "per festeggiare un passo avanti verso l'abolizione della
pena di morte nel mondo".
"La decisione della Corte Usa - ha spiegato il primo cittadino
della Capitale italiana - è una vittoria di quanti, negli Stati
Uniti e in tutto il mondo, si battono perché, nell'ambito della
più generale campagna per l'abolizione completa della pena di
morte, venga almeno posto fine alla barbarie della uccisione
legale di ragazzi o addirittura bambini". |