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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 7 MARZO 2005
Legge 40: Ruini invita all'astensione
REDAZIONE

Cosa fare in occasione del Referendum sulla Legge 40? Il Cardinale Camillo Ruini invita i fedeli a non votare. Secondo il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, infatti, bisogna disertare le urne per non "favorire, sia pure involontariamente, il disegno referendario".
"Non si tratta di una scelta di disimpegno, ma solo di opporsi nella maniera più forte ed efficace ai contenuti dei referendum e alla stessa applicazione dello strumento referendario in materie di tale complessità - ha spiegato - bisogna impedire il grave peggioramento della legge sulla procreazione assistita che avrebbe luogo se i referendum avessero esito positivo".

Diverso atteggiamento per quanto concerne le elezioni Regionali, in occasione delle quali la Chiesa ha il dovere di restare imparziale.
"Non dobbiamo coinvolgerci con alcuna scelta di partito o schieramento politico - ha chiarito - ma solo richiamare all'attenzione di tutti, e in particolare dei credenti, i principi della dottrina sociale della Chiesa sulla persona e sul rispetto della vita umana, sulla famiglia, sulla libertà scolastica, la solidarietà, la promozione della giustizia e della pace".

Immediata la replica dei Radicali alle indicazioni di voto sul referendum. Per Marco Cappato, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Ruini "è un presidente disperato per la debolezza morale ed ideale delle sue parole d’ordine, quotidianamente ignorate e calpestate da tanta parte dei cattolici".
"Siamo arrivati al credere, obbedire e combattere da parte di gerarchie vaticane tanto forti nel potere di corruzione della politica e dei duemila miliardi di truffa con l’8 per mille, quanto debole nelle idealità e nelle speranze dei cittadini - ha tuonato - solo per questo motivo, il fronte clerico-fascista punta ad annettere al proprio debole consenso anche il vasto plotone di quelle persone rese disilluse e rassegnate da quella stessa partitocrazia pronta a comprare a suon di miliardi in Vaticano quei valori dei quali si sente priva".
Parole dure anche da Daniele Capezzone, per il quale "Ruini si comporta come un qualsiasi capo partito, che vorrebbe imporre indicazioni di voto, intromettendosi per altro nelle vicende di uno Stato che consegna alla sua CEI oltre duemila miliardi di vecchie lire ogni anno".

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