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Lo scorso 30 dicembre i
presidenti di Camera e Senato Pier Ferdinando Casini e Marcello Pera
hanno nominato commissari dell'Autorità garante della concorrenza e del
mercato Giorgio Guazzaloca e Antonio Pilati. Una decisione che aveva
fatto insorgere gli esponenti delle opposizioni, per i quali la
Maggioranza, "dopo aver occupato tutte le Istituzioni con la logica più
stretta di maggioranza", con queste designazioni ha voluto "mettere
sotto controllo politico le Authority calpestando ogni criterio di
competenza e di indipendenza dei nuovi membri".
La polemica si è riaccesa oggi a causa di un ricorso presentato al Tar
dal Movimento Difesa del Cittadino e da Cittadinanzattiva, contro la
contestata designazione.
"La nomina di Guazzaloca integra una chiara violazione di quanto
previsto dalla legge 287/1990 istitutiva dell'Autorità - ha affermato
l'avvocato Gianluigi Pellegrino - Guazzaloca non fa parte delle
categorie di alti magistrati e professori ordinari in materie economiche
e giuridiche indicati dalla norma; così pure deve senz'altro escludersi
anche l'appartenenza di Guazzaloca all'ultima categoria prevista, quella
delle Personalità provenienti da settori economici dotate di alta e
riconosciuta professionalità".
Secondo il legale, inoltre, "non può riconoscersi al Guazzaloca nemmeno
il requisito della notoria indipendenza, essendo stato eletto sindaco
quale espressione di una specifica parte politica (Polo di
centrodestra)".
Insomma, il "curriculum vitae di Guazzaloca è chiaramente inadeguato",
così pure come quello di Pilati.
"Entrambe le nomine - ha concluso l'avvocato, che ha curato il ricorso -
sono sfornite di qualsivoglia motivazione, in quanto i Presidenti delle
Camere, Casini e Pera nemmeno hanno provato a supportare le nomine di
alcun minimo corredo motivazionale in ordine alla sussistenza dei
requisiti". |