|

"Il sottoscritto non ha
mai cercato appoggi elettorali in ambienti mafiosi, che invece sembrano
avere assunto le loro determinazioni in ragione di squallidi e
vergognosi calcoli di potere".
Questo il commento del Governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro alle
dichiarazioni rilasciate ieri nell'aula bunker di Milano dal
collaboratore di giustizia Nino Giuffrè ai Magistrati della prima
sezione penale del tribunale di Palermo. Il pentito ha spiegato che il
boss di Cosa Nostra Bernardo Provenzano "ha fatto appoggiare Salvatore
Cuffaro" nella campagna elettorale del 2001.
"Su Cuffaro c'era una certa fiducia - ha chiarito - perché aveva creato
una certa politica vecchio stampo, clientelare. Questo si toccava con
mano, era sostenuto notevolmente".
Insomma, secondo Giuffrè c'era chiaramente "l'accordo interno a Cosa
nostra di appoggiare nel 2001 l'onorevole Cuffaro".
"Parlando durante la campagna elettorale del 2001 - ha aggiunto -
Provenzano mi disse che dove si poteva, si doveva intervenire per far
arrivare voti a Cuffaro".
Lo scorso luglio il collaboratore di giustizia aveva già rilasciato
dichiarazioni simili, facendo andare su tutte le furie il Governatore.
"Di fronte a queste porcherie - si era difeso - posso solo ribadire che
non ho mai chiesto voti alla mafia né ho mai fatto favori alla mafia".
Nel 2001 Cuffaro fu eletto presidente della Sicilia con il 59% delle
preferenze. |