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Il ministro del Welfare
Roberto Maroni è tornato a commentare il decreto legge sulla
competitività approvato ieri, tra le mille perplessità della Lega, dal
Consiglio dei ministri. Il leghista ha attaccato a testa bassa gli
alleati della Casa delle Libertà, il vicepresidente di Confindustria
Andrea Pininfarina e il leader dell'opposizione Romano Prodi.
"Sui dazi intendiamo andare fino in fondo - ha affermato puntando il
dito contro gli altri partiti della Maggioranza - ieri non abbiamo
accettato compromessi, non lo faremo neanche alla Camera, perché si
tratta di una questione fondamentale".
Maroni ha inoltre consigliato "a Pininfarina di leggere i provvedimenti,
prima di pronunciarsi". Il numero due di Viale dell'Astronomia, infatti,
ha giudicato "solo una misura di emergenza" il decreto varato dal
Governo, auspicando imminenti "interventi strutturali".
L'esponente del Carroccio ha poi ricordato che quando Prodi era
presidente della Commissione europea "ha posto dazi su tanti prodotti".
"Lo ha fatto su richiesta di Germania e Francia, ma non ha fatto nulla per il tessile italiano - ha accusato - e ora fa
ironia. Abbiamo due modi diversi di fare politica: noi con i
provvedimenti, lui con le battute". |