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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 12 MARZO 2005
Dittatura della maggioranza: ormai è un linciaggio contro Romano Prodi
REDAZIONE

"Si vede che Prodi e L'unione sono in vena di freddure". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha commentato così le dure dichiarazioni rilasciate ieri dal numero uno del centrosinistra a proposito delle Riforme nel cantiere della Maggioranza.
"La Casa delle Libertà - aveva accusato l'ex numero uno della Commissione europea - sta creando le premesse per una moderna e pericolosissima dittatura della maggioranza, anzi del primo ministro stesso".

Inutile dire che la coalizione del Cavaliere è subito insorta all'unisono di fronte a queste affermazioni.
"E' indice di regime pensare che sia illegittimo per una Maggioranza poter fare le riforme - ha contrattaccato il ministro leghista Roberto Calderoli - ciascuna maggioranza ha fatto dei cambiamenti. La Casa delle Libertà li ritiene necessari".
Secondo il ministro degli Esteri Gianfranco Fini, invece, "Prodi non ha il senso del ridicolo e non vale la pena di prenderlo sul serio". Per il vicepremier Marco Follini "la democrazia è salda e non è alle viste alcuna dittatura".
"Prodi è un uomo privo di qualsiasi senso di responsabilità - ha affermato il forzista Sandro Bondi - sono convinto che su questa strada non lo seguiranno gli italiani".

Di tutt'altro tono i commenti dei parlamentari delle opposizioni, secondo i quali la Casa delle Libertà aggredisce il leader dell'Unione solo "perché dice la verità".
"Romano Prodi ha usato le parole adeguate a descrivere lo scasso della Costituzione e il progetto autoritario coltivato dal centrodestra - ha spiegato il diessino Fabio Mussi - ha detto la verità, e la verità ha provocato le più violente e scomposte reazioni di esponenti della maggioranza".
E, se per il segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti "Prodi ha molto ragione", per il presidente dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro il "Polo delle Libertà sta attuando riforme che aprono le porte all’ingresso di futuri dittatori mascherati da maggioranze blindate o, per meglio dire, ricercate sul modello sud-americano di un tempo".
In sintonia con il centrosinistra anche il segretario dei Radicali Daniele Capezzone, secondo il quale "il progetto di riforma istituzionale della Casa delle Libertà è assai criticabile".

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