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Un militare italiano di
stanza in Iraq è oggi rimasto ucciso durante un'esercitazione al
poligono Garibaldi di Nassiriya.
Si tratta del sergente del 185° reggimento artiglieri paracadutisti Salvatore Marracino, ventotto anni, di Foggia, colpito alla testa da un colpo di
pistola esploso in modo accidentale.
L'incidente si è verificato alle 11 ora italiana.
Trasferito d'urgenza in elicottero all'ospedale di Kuwait City, è
deceduto dopo un inutile intervento chirurgico.
"Il Governo deve doverosamente e dolorosamente informare il Parlamento
di una tragica circostanza - ha reso noto Marco Follini a Montecitorio - Marracino è morto tentando di risolvere un inceppamento della
sua arma ed è stato raggiunto da un colpo alla testa".
Il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ha fatto osservare
dall'aula un minuto di silenzio, Follini ha partecipato il proprio
cordoglio e quello dell'Esecutivo alla famiglia.
L'ultimo italiano ad aver perso la vita in Iraq era stato il funzionario
del Sismi Nicola Calipari, colpito dal "fuoco amico" americano lo scorso
4 marzo.
Il 21 gennaio era caduto il maresciallo Simone Cola, raggiunto da un
proiettile mentre si trovava su un elicottero che stava sorvolando
Nassiriya.
Un mese prima Salvatore Santoro, originario di Pomigliano d'Arco e
residente da numerosi anni all'estero, era stato "giustiziato" dai
terroristi nei pressi di Ramadi.
Il 4 ottobre, invece, i ribelli avevano assassinato a sangue freddo Ayad
Anwar Wali, un cittadino iracheno residente in Italia dal 1980, ucciso
insieme ad un turco.
Il 27 agosto la morte di Enzo Baldoni, il giornalista de Il Diario
vittima di un sequestro lampo culminato con un'atroce esecuzione.
Il 16 maggio durante un violento combattimento a Nassiriya era stato
ucciso Matteo Vanzan, un lagunare.
Lo scorso luglio il caporal maggiore Antonio Tarantino era deceduto a
causa delle ferite riportate in un incidente stradale.
Il 14 aprile 2004 i terroristi avevano giustiziato Fabrizio Quattrocchi,
fatto prigioniero insieme con altri tre civili due giorni prima, che
fortunatamente furono poi rilasciati. Impossibile infine dimenticare la
strage del 12 novembre 2003, quando un'autobomba massacrò diciassette
militari e due civili a Nassiriya. |