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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 16 MARZO 2005
Blair zittisce Berlusconi: nessun ritiro dall'Iraq in vista
REDAZIONE

"A settembre inizieremo una progressiva riduzione del numero dei nostri soldati in Iraq. Il ritiro dipenderà dalla capacità del governo iracheno di dotarsi di strutture di sicurezza accettabili. Ne ho parlato con Blair ed è l'opinione pubblica dei nostri Paesi che si aspetta questo tipo di decisione". Queste le parole pronunciate ieri dal presidente del Consiglio Berlusconi durante la trasmissione di Rai Uno "Porta a Porta", una dichiarazione che ha suscitato parecchie perplessità a Londra.

Il primo ministro britannico Tony Blair assicura infatti che ci deve essere per forza un errore: "Le parole di Berlusconi - dice - sono state mal interpretate, non c'è alcuna data per il ritiro truppe".
"Ce ne andremo appena possibile, appena le forze irachene saranno in grado di badare alla loro sicurezza - ha aggiunto il premier inglese - né noi, né l'Italia abbiamo
fissato la data di inizio del ritiro dall'Iraq".

Inutile dire che le opposizioni sono rimaste sconcertate dalla presa di posizione di Downing Street. Secondo il diessino Gavino Angius quella di Blair è una "doppia smentita a Berlusconi". Diversi deputati della Quercia hanno chiesto al Cavaliere di venire in Parlamento "per spiegare come stanno realmente le cose".
"Ogni giorno Berlusconi dice una cosa e i fatti e gli stessi alleati lo smentiscono. Ciò a dimostrazione della sua inaffidabilità e soprattutto della sua unica capacità: quella di vendersi e vendere le proprie idee a seconda dell’interlocutore che ha di fronte e/o a seconda delle esigenze del momento - ha affermato il presidente dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro - ora siamo in periodo elettorale e secondo lui valeva la pena mentire agli italiani facendo credere loro che era stato programmato un rientro dei nostri militari dall’Iraq. Tony Blair però lo ha smascherato sostenendo il contrario".

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