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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 16 MARZO 2005
Berlusconi: "L'italia si ritira. Bush: "L'Italia resta in Iraq"
REDAZIONE

Ormai siamo quasi alle comiche. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha assicurato di aver discusso telefonicamente con il presidente degli Stati Uniti George W. Bush e di avergli ribadito che l'Italia spera di iniziare il ritiro dei propri militari dall'Iraq nel prossimo settembre. Ma, quasi contemporaneamente, l'inquilino della Casa Bianca ha smentito, rendendo invece noto che "ogni ritiro sarà fatto in consultazione con gli alleati".
"Avevo chiamato per un altro motivo, ma Berlusconi ha sollevato la questione della permanenza delle truppe italiane - ha spiegato - voleva, per prima cosa, che io sapessi che non c'è nulla di cambiato nella sua politica".
Secondo un comunicato di Palazzo Chigi, invece, il Cavaliere avrebbe detto al leader repubblicano che auspica "di poter iniziare quanto prima, possibilmente in settembre, un graduale e progressivo rientro del contingente militare italiano in Iraq".

Analoga situazione si era venuta a creare stamattina con il primo ministro britannico Blair, quando il numero uno di Downing Street era stato costretto a smentire quanto affermato ieri dal Cavaliere durante la trasmissione di Rai Uno "Porta a Porta".
"A settembre inizieremo una progressiva riduzione del numero dei nostri soldati - aveva affermato il premier italiano - ne ho parlato con Blair ed è l'opinione pubblica dei nostri Paesi che si aspetta questo tipo di decisione".
Ma questa mattina il capo del Governo inglese si era detto certo che "le parole di Berlusconi sono state mal interpretate".
"Non c'è ancora alcuna data per il ritiro truppe - aveva assicurato - né noi né l'Italia abbiamo fissato la data di inizio del ritiro dall'Iraq".

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