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Ormai siamo quasi alle
comiche. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha assicurato di
aver discusso telefonicamente con il presidente degli Stati Uniti George
W. Bush e di avergli ribadito che l'Italia spera di iniziare il ritiro
dei propri militari dall'Iraq nel prossimo settembre. Ma, quasi
contemporaneamente, l'inquilino della Casa Bianca ha smentito, rendendo
invece noto che "ogni ritiro sarà fatto in consultazione con gli
alleati".
"Avevo chiamato per un altro
motivo, ma Berlusconi ha sollevato la questione della permanenza delle
truppe italiane - ha spiegato -
voleva, per prima cosa, che io sapessi che non c'è nulla di cambiato
nella sua politica".
Secondo un comunicato di Palazzo Chigi, invece, il Cavaliere avrebbe
detto al leader repubblicano che auspica "di poter iniziare quanto
prima, possibilmente in settembre, un graduale e progressivo rientro del
contingente militare italiano in Iraq".
Analoga situazione si era venuta a creare stamattina con il primo
ministro britannico Blair, quando il numero uno di Downing Street era
stato costretto
a smentire quanto affermato ieri dal Cavaliere durante la trasmissione
di Rai Uno "Porta a Porta".
"A settembre inizieremo una progressiva riduzione del numero dei nostri
soldati - aveva affermato il premier italiano - ne ho parlato con Blair
ed è l'opinione pubblica dei nostri Paesi che si aspetta questo tipo di
decisione".
Ma questa mattina il capo del Governo inglese si era detto certo che "le
parole di Berlusconi sono state mal interpretate".
"Non c'è ancora alcuna data per il ritiro truppe - aveva assicurato - né
noi né l'Italia abbiamo fissato la data di inizio del ritiro dall'Iraq". |