|

"Il Parlamento ha perso
un'occasione, allontanando i cittadini dalle istituzioni".
Ne è certo il "Movimento Difesa del Cittadino", che ha diffuso una nota
al vetriolo con la quale ha espresso perplessità in merito ai nuovi
membri dell'Autorità per le Telecomunicazioni nominati da Camera e
Senato nella serata di ieri.
Palazzo Madama ha designato Michele Lauria, Giancarlo Innocenzi, Roberto
Napoli e Stefano Mannoni, Montecitorio ha invece scelto Enzo Savarese,
Nicola D'Angelo, Sebastiano Sortino e Gianluigi Magri. Quest'ultimo,
dopo la nomina, si è dimesso dalla carica di sottosegretario
all'Economia.
"Le Autorità diventano delle sinecure per politici destinati al riposo -
si legge nella nota di Mdc - i nomi scelti garantiscono anzitutto
Berlusconi sul conflitto d'interessi. L'Autorità delle Telecomunicazioni
è stata definitivamente affossata".
Secondo il Presidente del movimento, Antonio Longo, "non si sa davvero
con quale competenza discuteranno e decideranno di questioni complesse
come quelle delle Telecomunicazioni" i nuovi membri dell'Authority.
"Salvo che la loro scelta sia invece funzionale alle decisioni sui
conflitti di interesse, per le quali sarà fondamentale anche
l'indicazione del Presidente dell’Autorità delle comunicazioni, che
spetta (qui si sfiora il grottesco o l’indecente) al Presidente del
Consiglio, parte in causa - ha aggiunto - Berlusconi in tal modo
nominerà il suo controllore. D'altra parte già con la nomina di
Guazzaloca e Pilati all’Antitrust si profilava una vanificazione del
controllo sul conflitto di interessi". |