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"Non c'é ancora un piano
di ritiro e non c'č stata alcuna reazione a livello europeo". Il
presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi cerca disperatamente di gettare acqua sul fuoco delle
polemiche generate dal suo intervento di martedė sera a "Porta a Porta".
Ospite di Bruno Vespa, il premier aveva annunciato che le truppe
italiane di stanza in Iraq avrebbero iniziato un progressivo rientro in
Patria a partire dal prossimo mese di settembre, ma era stato smentito
clamorosamente il giorno seguente dal primo ministro britannico Tony
Blair e dal presidente degli Stati Uniti George W. Bush.
"Non mi sono corretto di nulla, č stato un caso creato dalla
disinformazione di una stampa che non ha nessuna onestā intellettuale -
ha affermato il leader di Forza Italia - non cambio una parola di quello
che ho detto, c'é stata la costruzione di una disinformazione, di uno
scandalo, di un castello in aria assolutamente contro la veritā".
Insomma, il Cavaliere ha ribadito di aver "detto solo cose di buon
senso, che non possono che essere condivise da tutti" e che, quindi, non
andrā "in Parlamento a riferire una non notizia".
"Credo che Berlusconi debba assolutamente venire di fronte al Parlamento
- ha invece affermato questo pomeriggio Romano Prodi - la gente ha il
diritto di sapere che cosa vuole fare il governo nel futuro. Non
possiamo attendere che un giorno ci si dica che a settembre comincia il
ritiro e che il giorno dopo lo si smentisca. Il popolo italiano ha molto
partecipato e molto sofferto per questa guerra: abbiamo tanti soldati
lā, abbiamo avuto dei caduti, e credo che abbiamo diritto di sapere".
Il numero uno dell'Unione, riferendosi agli interventi di ieri di Bush e
Blair, relativi al ritiro delle nostre truppe, ha affermato: "E' chiaro
che il presidente del Consiglio č stato sgridato". |