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Il direttore della Cia
Porter Goss ha ieri assicurato, parlando di fronte alla commissione
Difesa del Senato degli Stati Uniti, che la sua agenzia di Intelligence
non ha praticato torture ai danni dei prigionieri in Iraq ed ha ribadito
quindi la teoria che gli abusi compiuti nelle carceri del paese
mediorientale sono opera di semplici "mele marce".
Goss ha infatti chiarito che i metodi di interrogatorio utilizzati dai
servizi segreti non prevedono alcuna pratica proibita.
Lo scorso dicembre gli stessi concetti erano stati avanzati dal
presidente George W. Bush, che si era però riferito alle presunte
violazioni dei diritti umani commesse nel carcere cubano di Guantanamo.
"Le critiche rivolte alla mia Amministrazione sono ingiuste - aveva
spiegato il capo di Stato Usa - la gente che dice che l'America non è
più uno stato di diritto danneggia la nostra reputazione".
Ieri il direttore della Cia ha anche parlato della situazione irachena,
sottolineando come per la prima volta dall'inizio della guerra, si
possono riscontrare dei visibili miglioramenti.
"A mio avviso, c'é un cambio di mentalità nel paese. Ciò è manifesto per
le strade. E' evidente nel coraggio mostrato dalla gente che è andata a
votare - ha spiegato - detto questo, non sottovalutiamo il fatto che ci
sono ancora intimidazioni". |