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"Contestiamo fortemente le
riclassificazioni operate da Eurostat". Il presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi ha commentato così il comunicato diffuso oggi
dall'Eurostat, che ha espresso le forti perplessità in merito ai conti
pubblici italiani. L'ufficio statistico dell'Unione europea ha infatti
reso noto che non può "certificare" i dati forniti dall'Italia perché vi
sono "questioni in sospeso" che potrebbero comportare una revisione
peggiorativa del rapporto deficit/Pil.
"Siamo stanchi del fatto che ci siano burocraticizzazioni assurde - ha
commentato il Cavaliere - siamo molto vicini a dare battaglia a questo
riguardo, perché la funzione dell'Europa non deve essere quella di dare
difficoltà ad operazioni di sostegno all'economia fatte dal Governo".
La replica di Bruxelles non si è fatta attendere a lungo. Il commissario
agli Affari monetari Joquin Almunia ha fatto semplicemente sapere che
l'Italia, se proprio vuole, può contestare le decisioni di Eurostat.
"L'Italia può chiedere a Eurostat la formazione di un comitato misto di
esperti - ha aggiunto - ma niente è stato chiesto".
Il presidente della delegazione italiana gruppo Pse, Nicola Zingaretti, ha
invece fatto notare che "il presidente del Consiglio non perde
un'occasione per attaccare l'Unione Europea".
"Lo ha fatto anche oggi per il caso Eurostat. Eppure, dovrebbe sapere
che le regole di cui si lamenta sono concordate dai governi e dai loro
rappresentanti: quindi, anche da lui - ha spiegato - il presidente del
Consiglio non può non sapere che Eurostat esamina, in totale regime di
indipendenza e con le stesse regole, i conti di tutti e 25 gli Stati
membri. Berlusconi provi a rimettere i conti a posto e non cerchi capri
espiatori. Se, invece, ritiene, al pari della Lega, che l'Europa sia
Forcolandia, ne tragga le conseguenze e proponga, se ne ha il coraggio
politico, la follia di uscire dall'Unione Europea". |