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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 19 MARZO 2005
Bush: "La guerra è stata un successo". Manifestazioni per la pace in tutto il mondo
REDAZIONE

A due anni esatti dall'inizio della guerra in Iraq, costata la vita ad oltre 1500 soldati americani, il presidente degli Stati Uniti George W. Bush si è detto certo che la scelta di abbattere il regime di Saddam Hussein è stata giusta.
L'inquilino della Casa Bianca, pur riconoscendo che il tributo di sangue versato dai militari della sua nazione è stato molto elevato ("abbiamo fatto e stiamo facendo grossi sacrifici"), ha definito i recenti progressi democratici che hanno interessato il Medioriente una diretta conseguenza della politica aggressiva contro l'Iraq.
Bush ha infatti ricordato che "oggi le donne possono votare in Afghanistan, che i palestinesi spezzano i vecchi modelli di violenza e che centinaia di migliaia di libanesi si levano a reclamare la loro sovranità e i loro diritti democratici".

"La vittoria della libertà in Iraq - ha affermato riferendosi alle elezioni tenutesi nel paese mediorientale lo scorso 30 di gennaio - sta rafforzando un nuovo alleato nella guerra al terrore, e sta ispirando riforme democratiche da Beirut a Teheran".
Il presidente ha poi spiegato che "la sopravvivenza della libertà" in America "dipende in maniera crescente dall'affermazione della libertà in altre terre".
"Grazie alle nostre azioni - ha concluso - la libertà sta mettendo radici in Iraq, e gli americani sono più sicuri".

Nel frattempo, in centinaia di città del mondo il secondo anniversario dall'inizio del conflitto è stato celebrato con delle imponenti manifestazioni per la pace. Diverse mobilitazioni si sono tenute anche negli Stati Uniti, ma la protesta ha avuto il suo culmine nelle città europee, soprattutto a Roma, Bruxelles e Londra.

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