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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 20 MARZO 2005
"Non distruggete la Casa dei Cittadini"
CARLO DE VITA

"Si sta prendendo coscienza dell’importanza della riforma costituzionale, una riforma che è un vero e proprio attacco alla libertà e alla democrazia di questo Paese". Con queste parole ha esordito, nel corso del seminario sulla Riforma alla Costituzione tenutosi ieri a Roma, l’illustre costituzionalista Gianni Ferrara.
Di fronte ad un pubblico fortemente interessato e che deve costituire un nucleo di diffusori di informazioni, l’introduzione dei lavori è stata tenuta da un altro insigne costituzionalista, Raniero La Valle, che ha riassunto l’iter parlamentare della riforma, ormai alle ultime battute della prima lettura, e la situazione politica in cui questo si svolge.

Dopo aver ricordato l’importanza della Costituzione e la connessione tra gli strumenti e i fini che ogni società si dà nel proprio ordinamento, Ferrara è giunto a esporre i motivi della sua forte opposizione a questa riforma.
Il primo punto è il forte accentramento del potere nelle mani del Primo Ministro, che disporrebbe così del controllo totale sia nei confronti dei ministri che del Parlamento: infatti non solo potrà disporre liberamente della maggioranza alla Camera, ma avrà anche il potere di sciogliere il Parlamento a suo esclusivo e insindacabile giudizio. Verrebbe così stravolto il delicato meccanismo che regola i rapporti tra governo e Parlamento nelle democrazie parlamentari, mettendo completamente fuori gioco il Capo dello Stato.

Contro chi difende la riforma rifacendosi al sistema inglese, Ferrara ha messo in luce le differenze tra i due Paesi e il fatto che in Inghilterra vige un sistema bipartitico mentre in Italia la situazione è molto più complessa, tanto che non si può parlare neanche di sistema bipolare compiuto. Questa riforma porterebbe quindi a quello che Ferrara ha definito "premierato assoluto" o "monocrazia".
L’altro grande attacco ai diritti dei cittadini deriva dalla cosiddetta devolution.
Si avrebbe la formazione di un Senato Federale con poteri limitati, sempre sotto il controllo del primo ministro (dizione di antica e infausta memoria) e dal ruolo ambiguo e contraddittorio; le regioni invece avrebbero pieni e insindacabili poteri su sanità, istruzione e sicurezza locale, con un grave attacco all’unità del Paese e al principio dell’uguaglianza dei cittadini.

Il pubblico è intervenuto con domande e riflessioni, ampliando così il dibattito su Unione Europea, organi di garanzia come la Corte Costituzionale e la riforma della Giustizia. Infine è stata sollevata la possibilità che questa riforma vada contro lo stesso ordinamento repubblicano, se per Repubblica si intende un ordinamento in cui il potere viene distribuito tra diversi soggetti che si bilanciano tra di loro.
Una interpretazione che si può condividere, secondo Ferrara, ma non sarà questa la strada per fermare questa riforma. Bisognerà informare e sensibilizzare l’opinione pubblica per arrivare consapevoli all’inevitabile e decisivo referendum.

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