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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 20 MARZO 2005
"La Riforma della Costituzione? Un progetto sovversivo, dobbiamo attivarci"
INTERVISTA A RANIERO LA VALLE - A CURA DI CARLO DE VITA

La proposta di Riforma costituzionale è un evento centrale per la vita politica, ma soprattutto per la Democrazia e la libertà in Italia.
Abbiamo incontrato il costituzionalista Raniero La Valle e gli abbiamo chiesto un parere.

La riforma costituzionale è di grande importanza, ma in Italia se ne discute poco. A chi attribuisce la principale responsabilità di questo silenzio: media, partiti politici, indifferenza dell’opinione pubblica?
Non è un fenomeno occasionale, ma fa parte di una vera e propria strategia. Questa riforma è un progetto sovversivo, che tocca valori profondamente radicati in Italia: quindi si cerca di non darne l’importanza che meriterebbe e di far credere che l’ordinamento democratico non venga stravolto. In realtà si tratta di cambiare regime senza rischiare l’impopolarità.

E l’opposizione? Pensa che abbia svolto il suo ruolo o avrebbe potuto fare di più?
L’opposizione è mancata. Solo pochi giorni fa il presidente Romano Prodi ha preso fermamente posizione contro questa riforma, facendo sentire la propria voce.

Entrando nel merito della riforma quali sono gli aspetti che avranno maggiori influssi nella vita democratica del Paese?
Sicuramente la concentrazione dei poteri nelle mani del primo ministro; inoltre la divisione totale nella Camera tra maggioranza e opposizione, che in questo modo non comunicheranno e dialogheranno più.
Il ruolo della minoranza sarà ridotto al solo diritto di parola: nelle votazioni di fiducia i suoi voti non saranno neanche conteggiati.

Quale può essere allora la migliore strategia di opposizione a questa riforma?
Bisogna affidarsi alle iniziative di ognuno di noi, organizzare e informare quante più persone possibili. È importante attivare e servirsi di tutto quel circuito informativo, penso ad internet ed alle associazioni, che può fornire un’alternativa ai media nelle mani di chi governa.

Al di là della situazione politica attuale, pensa che la Costituzione Italiana vada comunque modificata?
La nostra Costituzione è stata definita presbite per la capacità di saper guardare lontano, al futuro. Diversi cambiamenti sono già stati fatti, come nel caso delle pari opportunità, dell’immunità parlamentare e per l’abolizione della pena di morte dal codice penale militare. Sono favorevole a modifiche puntuali. Viviamo però in un momento di crisi culturale e politica, in una vera e propria regressione del diritto. Modifiche alle fondamenta della Costituzione non possono quindi oggi costituire un avanzamento, ma solo una regressione.

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