|

La proposta di Riforma
costituzionale è un evento centrale per la vita politica, ma soprattutto
per la Democrazia e la libertà in Italia.
Abbiamo incontrato il costituzionalista Raniero La Valle e gli abbiamo
chiesto un parere.
La riforma costituzionale è di grande importanza, ma in Italia se ne
discute poco. A chi attribuisce la principale responsabilità di questo
silenzio: media, partiti politici, indifferenza dell’opinione pubblica?
Non è un fenomeno occasionale, ma fa parte di una vera e propria
strategia. Questa riforma è un progetto sovversivo, che tocca valori
profondamente radicati in Italia: quindi si cerca di non darne
l’importanza che meriterebbe e di far credere che l’ordinamento
democratico non venga stravolto. In realtà si tratta di cambiare regime
senza rischiare l’impopolarità.
E l’opposizione? Pensa che abbia svolto il suo ruolo o avrebbe potuto
fare di più?
L’opposizione è mancata. Solo pochi giorni fa il presidente Romano Prodi
ha preso fermamente posizione contro questa riforma, facendo sentire la
propria voce.
Entrando nel merito della riforma quali sono gli aspetti che avranno
maggiori influssi nella vita democratica del Paese?
Sicuramente la concentrazione dei poteri nelle mani del primo ministro;
inoltre la divisione totale nella Camera tra maggioranza e opposizione,
che in questo modo non comunicheranno e dialogheranno più.
Il ruolo della minoranza sarà ridotto al solo diritto di parola: nelle
votazioni di fiducia i suoi voti non saranno neanche conteggiati.
Quale può essere allora la migliore strategia di opposizione a questa
riforma?
Bisogna affidarsi alle iniziative di ognuno di noi, organizzare e
informare quante più persone possibili. È importante attivare e servirsi
di tutto quel circuito informativo, penso ad internet ed alle
associazioni, che può fornire un’alternativa ai media nelle mani di chi
governa.
Al di là della situazione politica attuale, pensa che la Costituzione
Italiana vada comunque modificata?
La nostra Costituzione è stata definita presbite per la capacità di
saper guardare lontano, al futuro. Diversi cambiamenti sono già stati
fatti, come nel caso delle pari opportunità, dell’immunità parlamentare
e per l’abolizione della pena di morte dal codice penale militare. Sono
favorevole a modifiche puntuali. Viviamo però in un momento di crisi
culturale e politica, in una vera e propria regressione del diritto.
Modifiche alle fondamenta della Costituzione non possono quindi oggi
costituire un avanzamento, ma solo una regressione. |