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Il segretario alla Difesa
americano Donald Rumsfeld ha ieri preferito non rispondere alle domande
di un giornalista relative alla morte di Nicola Calipari, il funzionario
del Sismi ucciso lo scorso 4 marzo in Iraq da una pattuglia
statunitense. Com'è noto, al momento della sparatoria, l'agente dei
servizi segreti italiani si stava dirigendo in automobile verso
l'aeroporto di Baghdad. Nell'auto c'era anche la giornalista del
Manifesto Giuliana Sgrena, che Calipari aveva appena liberato dopo un
mese di prigionia nelle mani dei ribelli in Iraq.
Rumsfeld non ha voluto rispondere alle domande su questo caso, ma ha
assicurato che presto la vicenda sarà chiarita.
"Non ci vorrà molto, le indagini non dureranno per sempre - ha spiegato
- avremo presto le risposte a tutte le domande".
Il numero uno del Pentagono ha poi chiarito che gli Stati Uniti hanno
"fatto una cosa inconsueta, includendo italiani nell'indagine".
"Sappiamo che è stata una tragedia, che una persona è stata uccisa ed
altre ferite - ha aggiunto - mi sembra la cosa più appropriata aspettare
e vedere cosa esce dall'inchiesta. Presto, lo sapremo". |