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Ancora una volta un
clandestino non è stato espulso dall'Italia per via della sua
omosessualità.
Il giudice di pace di Roma Antonio Bosio ha infatti deciso di non far
rimpatriare un cittadino romeno, dato che nel suo paese i gay sono
vittime di persecuzioni, di una "vera e propria negazione di alcuni
diritti della persona".
Allo stesso modo aveva agito lo scorso febbraio il Giudice di pace di
Torino Giuliana Bologna, che aveva deciso di non espellere un cittadino
senegalese che, in caso di rimpatrio, avrebbe rischiato fino a 5 anni di
carcere per il semplice fatto di aver ammesso la propria omosessualità.
Come molti ricorderanno quel caso, il primo del genere nel nostro Paese,
aveva generato molte polemiche, con la Lega ancora una volta
protagonista di un attacco alla Magistratura.
"Stiamo creando anche il paradiso dei gay irregolari - aveva commentato
il ministro Roberto Calderoli - povera giustizia, povera Italia, un
tempo decantata come terra di santi, di poeti e di navigatori, e oggi
trasformata invece in terra di terroristi e di finocchi irregolari".
Affermazioni, quelle dell'esponente del Carroccio, che le opposizioni
avevano definito "squallide". |