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La campagna elettorale per
la presidenza della regione Lazio continua. La gestione della sanità è
sicuramente uno dei punti in cui le differenze tra i due schieramenti
emergono chiaramente. Abbiamo quindi intervistato Giulia Rodano,
consigliera regionale Ds e vicepresidente della commissione sanità.
Quali sono le critiche principali verso la gestione Storace della
sanità?
Dopo cinque anni di gestione Storace ci ritroviamo con un sistema
sanitario sicuramente più povero, più ingiusto e meno accessibile.
Questo è stato determinato da scelte precise: tagli alla sanità
pubblica, blocco delle assunzioni, aumento delle tariffe. Così abbiamo
un sistema meno efficiente e più caro.
Che cosa cambierebbe se dovesse vincere Marrazzo, tenendo anche conto
della bocciatura dell'Irap da parte dell'Ue?
La bocciatura dell’Irap è un problema di rilevanza nazionale, che
comunque toccherà anche le entrate regionali. Bisognerà però invertire
la linea finora seguita, con maggiori investimenti e valorizzazioni,
riprendere il lavoro di razionalizzazione e senza dimenticare tutta una
serie di bisogni ancora inevasi, per esempio penso a tutti quei
cittadini - tantissimi - che hanno bisogno di un'assistenza sanitaria
continua e prolungata.
Nel Lazio e in tutto il mondo occidentale l'età media si è allungata
in modo considerevole. Quale può essere una buona politica per
affrontare questa nuova situazione, perché la vita più lunga sia
comunque una buona vita?
Il problema va affrontato su due fronti. Il primo prevede di lavorare
sull’alimentazione e più in generale sui cosiddetti determinanti di
salute: un lavoro di prevenzione dunque. Il secondo aspetto consiste nel
non lasciare sole le persone anziane e di fornire loro quella assistenza
continuata di cui proprio loro più necessitano e che avanzando nell’età
è sempre più opportuna. Bisognerà aumentare quindi questo tipo di
assistenza e fare diminuire i ricoveri, che nel Lazio sono ben più del
necessario: un altro problema creato dalla gestione Storace.
Lo "salute" della sanità nel Lazio è paragonabile a quello di altre
regioni?
Non stiamo messi bene. Molti parametri non sono buoni: la spesa
ospedaliera, nonostante il ticket, è troppo elevata rispetto a quella
territoriale, che riguarda l’assistenza fornita sul territorio. Nelle
regioni virtuose, come l’Emilia Romagna, il rapporto è di 50 e 50 mentre
nel Lazio ci aggiriamo su valori del 60% contro il 40%. Per non parlare
della spesa farmaceutica, tra le più alte d’Italia se non la prima, e il
problema della concentrazione del sistema su Roma mentre le altre
province vengono dimenticate. Il Lazio ha però a sua disposizione tanti
bravi sanitari, che hanno fatto del loro meglio in questi anni,
nonostante le scelte di Storace.
Infine come valuta lo stato di "salute etica" della presidenza
Storace, alla luce dei fatti emersi in questi giorni sulla violazione
dell'Anagrafe del comune di Roma?
Una "salute etica" che non è granché. Mi pare evidente che dalla
faccenda emerga un punto caratteristico di tutta la gestione Storace:
l’uso pubblico delle istituzioni per fini di parte, in questa occasione
come nelle nomine dei primari e nella conduzione della stessa campagna
elettorale. Ma potrei citare tanti altri casi. |