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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 22 MARZO 2005
"La sanità nel Lazio? Povera, ingiusta, inaccessibile. Bisogna cambiare"
INTERVISTA A GIULIA RODANO - A CURA DI CARLO DE VITA

La campagna elettorale per la presidenza della regione Lazio continua. La gestione della sanità è sicuramente uno dei punti in cui le differenze tra i due schieramenti emergono chiaramente. Abbiamo quindi intervistato Giulia Rodano, consigliera regionale Ds e vicepresidente della commissione sanità.

Quali sono le critiche principali verso la gestione Storace della sanità?
Dopo cinque anni di gestione Storace ci ritroviamo con un sistema sanitario sicuramente più povero, più ingiusto e meno accessibile. Questo è stato determinato da scelte precise: tagli alla sanità pubblica, blocco delle assunzioni, aumento delle tariffe. Così abbiamo un sistema meno efficiente e più caro.

Che cosa cambierebbe se dovesse vincere Marrazzo, tenendo anche conto della bocciatura dell'Irap da parte dell'Ue?
La bocciatura dell’Irap è un problema di rilevanza nazionale, che comunque toccherà anche le entrate regionali. Bisognerà però invertire la linea finora seguita, con maggiori investimenti e valorizzazioni, riprendere il lavoro di razionalizzazione e senza dimenticare tutta una serie di bisogni ancora inevasi, per esempio penso a tutti quei cittadini - tantissimi - che hanno bisogno di un'assistenza sanitaria continua e prolungata.

Nel Lazio e in tutto il mondo occidentale l'età media si è allungata in modo considerevole. Quale può essere una buona politica per affrontare questa nuova situazione, perché la vita più lunga sia comunque una buona vita?
Il problema va affrontato su due fronti. Il primo prevede di lavorare sull’alimentazione e più in generale sui cosiddetti determinanti di salute: un lavoro di prevenzione dunque. Il secondo aspetto consiste nel non lasciare sole le persone anziane e di fornire loro quella assistenza continuata di cui proprio loro più necessitano e che avanzando nell’età è sempre più opportuna. Bisognerà aumentare quindi questo tipo di assistenza e fare diminuire i ricoveri, che nel Lazio sono ben più del necessario: un altro problema creato dalla gestione Storace.

Lo "salute" della sanità nel Lazio è paragonabile a quello di altre regioni?
Non stiamo messi bene. Molti parametri non sono buoni: la spesa ospedaliera, nonostante il ticket, è troppo elevata rispetto a quella territoriale, che riguarda l’assistenza fornita sul territorio. Nelle regioni virtuose, come l’Emilia Romagna, il rapporto è di 50 e 50 mentre nel Lazio ci aggiriamo su valori del 60% contro il 40%. Per non parlare della spesa farmaceutica, tra le più alte d’Italia se non la prima, e il problema della concentrazione del sistema su Roma mentre le altre province vengono dimenticate. Il Lazio ha però a sua disposizione tanti bravi sanitari, che hanno fatto del loro meglio in questi anni, nonostante le scelte di Storace.

Infine come valuta lo stato di "salute etica" della presidenza Storace, alla luce dei fatti emersi in questi giorni sulla violazione dell'Anagrafe del comune di Roma?
Una "salute etica" che non è granché. Mi pare evidente che dalla faccenda emerga un punto caratteristico di tutta la gestione Storace: l’uso pubblico delle istituzioni per fini di parte, in questa occasione come nelle nomine dei primari e nella conduzione della stessa campagna elettorale. Ma potrei citare tanti altri casi.

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