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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 23 MARZO 2005
E i Magistrati tornano ad essere comunisti
DARIO MIGLIUCCI

Fino al tardo pomeriggio di ieri i Magistrati italiani erano dei militanti politici vicini al centrodestra. Lo aveva assicurato Alessandra Mussolini, che aveva accusato i Giudici della Corte d'Appello di Roma e quelli del Tar del Lazio di aver "collaborato con Storace" per escludere la lista di Alternativa Sociale dalle Regionali del Lazio. Toghe nere, insomma, "certificato" dalla nipote del duce in persona.
Ma ieri il Consiglio di Stato ha ribaltato il verdetto, facendo tornare in gara la lista neofascista. E le Toghe sono tornate improvvisamente ad essere rosse. L'aennino Ignazio La Russa ha parlato di "sentenza giuridicamente abnorme", il leghista Alessandro Cè ha accusato la Magistratura di istigare "alla illegalità", il forzista Sandro Bondi ha puntato il dito contro "una parte politicizzata e militarizzata della Magistratura".

Il potere giudiziario è però tornato sotto attacco anche per via della indagine che coinvolge a Milano il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Si è infatti ieri saputo che il Cavaliere è sospettato di corruzione in atti giudiziari nell'ambito dell'inchiesta relativa alla presunta compravendita illegale di diritti cinematografici da parte di Mediaset. L'azzurro Renato Schifani ha subito puntato il dito conto la "solita giustizia a orologeria", che arriva in soccorso della sinistra a soli "dieci giorni dalle elezioni regionali e con una fuga di notizie pilotata".
"Da tempo era stato lanciato un missile con diversi stadi - ha commentato Bondi - era logico attendersi che l'ultimo stadio prevedesse un attacco giudiziario, nella migliore tradizione della sinistra di questo Paese".
Per Fabrizio Cicchitto "il ricorso all'uso politico della giustizia è l'arma a cui si ricorre in modo sistematico a testimonianza dell'esistenza di una anomalia italiana profondamente contraddittoria con un normale stato di diritto".
"La persecuzione giudiziaria, lo scandaloso uso politico della giustizia e l'accanimento contro il premier Berlusconi da parte di certa Magistratura è la grande vergogna della nostra Repubblica - ha dichiarato poco più tardi Isabella Bertolini - la verità è che Silvio Berlusconi anche questa volta è innocente. Punto e basta. Ed è incivile che, guarda caso, in piena campagna elettorale torni in scena una nuova offensiva giudiziaria contro il capo del Governo. Questa giustizia ingiusta, filoguidata dalla sinistra, vuole attentare alla volontà politica degli italiani e condizionarne le scelte. Tutto questo non è degno di un Paese civile e democratico".

Insomma, la Magistratura rossa si è scagliata contro il premier alla vigilia delle elezioni con il chiaro intento di danneggiare i candidati della Casa delle Libertà.
Una teoria davvero interessante, considerando che proprio ieri la Procura di Roma ha trasmesso al Tribunale dei ministri dei documenti che riguardano un'inchiesta sull'ex ministro dei Trasporti Claudio Burlando, che è addirittura il candidato-Governatore del centrosinistra nella Regione Liguria e che risulta indagato per truffa e per altri gravi reati societari. E con lui è finito nel mirino dei Giudici anche il dielle Ciriaco De Mita.
Per il momento il comportamento della coalizione di Romano Prodi è stato diverso da quello della Casa delle Libertà: per ora la via scelta è quella del silenzio. Ma non bisogna farsi troppe illusioni, la storia ci insegna che anche il centrosinistra è capace di lanciare durissimi affondi contro la Magistratura quando le inchieste riguardano politici del proprio schieramento. Chi lo sa, forse domani le Toghe torneranno di nuovo ad essere nere.

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