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Fino al tardo pomeriggio
di ieri i Magistrati italiani erano dei militanti politici vicini al
centrodestra. Lo aveva assicurato Alessandra Mussolini, che aveva
accusato i Giudici della Corte d'Appello di Roma e quelli del Tar del
Lazio di aver "collaborato con Storace" per escludere la lista di
Alternativa Sociale dalle Regionali del Lazio. Toghe nere, insomma,
"certificato" dalla nipote del duce in persona.
Ma ieri il Consiglio di Stato ha ribaltato il verdetto, facendo tornare
in gara la lista neofascista. E le Toghe sono tornate
improvvisamente ad essere rosse.
L'aennino Ignazio La Russa ha parlato di "sentenza giuridicamente
abnorme", il leghista Alessandro Cè ha accusato la Magistratura di
istigare "alla illegalità", il forzista Sandro Bondi ha puntato il dito
contro "una parte politicizzata e militarizzata della Magistratura".
Il potere giudiziario è però tornato sotto attacco anche per via della
indagine che coinvolge a Milano il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi. Si è infatti ieri saputo che il Cavaliere è sospettato di corruzione in atti giudiziari nell'ambito dell'inchiesta relativa
alla presunta compravendita illegale di diritti cinematografici da parte
di Mediaset.
L'azzurro Renato Schifani ha subito puntato il dito conto la "solita
giustizia a orologeria", che arriva in soccorso della sinistra a
soli "dieci giorni dalle elezioni regionali e con una fuga di notizie
pilotata".
"Da tempo era stato lanciato un missile con diversi stadi - ha
commentato Bondi - era logico attendersi che l'ultimo stadio prevedesse
un attacco giudiziario, nella migliore tradizione della sinistra di
questo Paese".
Per Fabrizio Cicchitto "il ricorso all'uso politico della giustizia è
l'arma a cui si ricorre in modo sistematico a testimonianza
dell'esistenza di una anomalia italiana profondamente contraddittoria
con un normale stato di diritto".
"La persecuzione giudiziaria, lo scandaloso uso politico della giustizia
e l'accanimento contro il premier Berlusconi da parte di certa
Magistratura è la grande vergogna della nostra Repubblica - ha
dichiarato poco più tardi Isabella Bertolini - la verità è che Silvio
Berlusconi anche questa volta è innocente. Punto e basta. Ed è incivile
che, guarda caso, in piena campagna elettorale torni in scena una nuova
offensiva giudiziaria contro il capo del Governo. Questa giustizia
ingiusta, filoguidata dalla sinistra, vuole attentare alla volontà
politica degli italiani e condizionarne le scelte. Tutto questo non è
degno di un Paese civile e democratico".
Insomma, la Magistratura rossa si è scagliata contro il premier alla
vigilia delle elezioni con il chiaro intento di danneggiare i candidati
della Casa delle Libertà.
Una teoria davvero interessante, considerando che proprio ieri la
Procura di Roma ha trasmesso al Tribunale dei ministri dei documenti che
riguardano un'inchiesta sull'ex ministro dei Trasporti Claudio Burlando,
che è addirittura il candidato-Governatore del centrosinistra nella
Regione Liguria e che risulta indagato per truffa e per altri gravi
reati societari. E con lui è finito nel mirino dei Giudici anche il
dielle Ciriaco De Mita.
Per il momento il comportamento della coalizione di Romano Prodi è stato
diverso da quello della Casa delle Libertà: per ora la via scelta è
quella del silenzio. Ma non bisogna farsi troppe illusioni, la storia ci
insegna che anche il centrosinistra è capace di lanciare durissimi
affondi contro la Magistratura quando le inchieste riguardano politici
del proprio schieramento. Chi lo sa, forse domani le Toghe torneranno di
nuovo ad essere nere. |